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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   301
   capitolo dODi Ics imo.
   E perchè tu più volentier mi rade Le invetriate lagrime dal volto, Sappi che tosto che l'anima trade,
   Come fec'io, il corpo suo l'è tolto Da un dimonio che poscia lo governa, Mentre che il tempo suo tutto sia volto.
   Ella ruina in si fatta cisterna; E forse pare ancor lo corpo suso Dell' ombra che di qua dietro mi verna.
   Tu '1 dèi saper, se tu vien pur mo giuso. Egli è ser Branca d' Oria, e son più anni Poscia passati eli' ei fu si racchiuso.
   Io credo, dissi lui, che tu t'inganni : Chè Branca d'Oria non mori unquanche, E mangia e bee e dorme e veste panni.
   Nel fosso su, diss' ei, di Malebranche, Là dove bolle la tenace pece, Non era giunto ancora Michel Zanche,
   Che quegli lasciò un diavol in sua vece Nel corpo suo, e d'un suo prossimano, Che '1 tradimento insieme con lui fece.
   Giungono i poeti (Canto trentaquattresimo) alla Giudecca, che è l'ultima sfera del nono ed ultimo Cerchio.
   Ivi è Lucifero :
   Lo imperador del doloroso regno Da mezzo il petto uscia fuor della ghiaccia ; E più con un gigante io mi convegno,
   Che i giganti non fan con le sue braccia: Vedi oggimai quant' esser dee quel tutto Ch' a così fatta parte si confaccia.
   S' ei fu sì bel com' egli è ora brutto, E contra il suo Fattore alzò le ciglia, Ben dee da lui procedere ogni lutto.
   Oh quanto parve a me gran meraviglia, Quando vidi tre facce alla sua testa ! L'una dinanzi, e quella era vermiglia ;
   Dell' altre due, che s' aggiungéno a questa Sovr' esso il mezzo di ciascuna spalla, E si giungéno al luogo della cresta,
   La destra mi parea tra bianca e gialta ; La sinistra a vedere era tal, quali Vengon di là, ove il Nilo s'avvalla.
   Sotto ciascuna uscivan due grand' ali, Quanto si conveniva a tanto uccello; Vele di mar non vid'io mai cotali.
   Non avean penne, ma di vipistrello Era lor modo; e quelle svolazzava, Sì che tre venti si movean da elio.
   Quindi Cocìto tutto s' aggelava. Con sei occhi piangeva e per tre menti Gocciava '1 pianto e sanguinosa bava.
   Da ogni bocca dirompea co'denti Un peccatore, a guisa di maciulla, Sì che tre ne facea così dolenti.