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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   300
   capitolo dODi Ics imo.
   E poi mi disse: tuo cor non sospetti ; Finor t'assolvo, e tu m'insegna fare SI come Penestrino in terra getti.
   Lo ciel poss' io serrare e disserrare, Come tu sai; però son due le chiavi, Che il mio antecessor non ebbe care.
   Allor mi pinser gli argomenti gravi La 've il tacer mi fu avvi.so il peggio E dissi : Padre, da che tu mi lavi
   Di quel peccato ove mo cader deggio, Lunga promessa con l'attender corto Ti far;\ trionfar nell'alto seggio.
   Per questo tristo consiglio, non gli valse alla morte l'assoluzione papale, ma venne il diavolo, e se lo portò con sè.
   Giungono i poeti alla nona bolgia (Canto ventottesimo), dove sono pwii seminatori di scandali e di scismi
   Chi porla mai pur con parole sciolte Dicer del sangue e delle piaghe appieno, Ch' io ora vidi, per narrar più volte?
   11 primo che si presenta a Dante, è Maometto, il quale glj dice:
   .....Or vedi, com'i' mi dilacco,
   Vedi come storpiato è Macometto. Dinanzi a me sen va piangendo Ali, Fesso nel volto dal mento al ciuffetto.
   E tutti gli altri che tu vedi qui, Seminator di scandalo e di scisma Fur, vivi; e però son fessi cosi.
   Un diavol è qua dietro, che n'accisma Sì crudelmente, al taglio della spada, Rimettendo ciascun di questa risma,
   Quando avem volta la dolente strada ; Perocché le ferite son richiuse Prima eh' altri dinanzi gli rivada.
   A Dante parla appresso Pier da Medicina, il quale gli addita Curio, che
   ........il dubitar sommerse
   In Cesare, affermando che '1 fornito Sempre con danno l'attender sofferse.
   Egli vede poi
   . . . un eh' avea l'una e l'altra man mozza,
   e lo sente gridare :
   . . . Ricorderatti anche del Mosca, Che dissi, lasso! capo ha cosa fatta, Che fu '1 mal seme della gente tosca.
   E vede appresso