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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   capitolo tredicesimo.
   Fatto v' avete Dio d' oro e d'argento, ti che altro è da voi all'idolatre Se non eh' egli uno, e voi 11' orate cento l Ahi, Costantin, di quanto mal fu inatre, Non la tua conversion, ma quella dote Che da te prese il primo ricco patre!
   Nella quarta bolgia (Canto ventesimo) stanno gli indovini :
   Come il viso mi scese in lor più basso, Mirabilmente apparve esser travolto Ciascun dal mento al principio del casso:
   Chè dalle reni era tornato il volto, Ed indietro venir gli convenia, Perchè il veder dinanzi era lor tolto.
   Tra essi Virgilio addita a Dante Anfiarao, Tiresia, Aronte lunese, Manto che diede nome a Mantova:
   E per colei che '1 luogo prima elesse, Mantova l'appellar senz'altra sorte;
   Euripilo, Michele Scoto, Guido Bonatti e Asdente.
   La quinta bolgia (Canto ventunesimo) è un lago di pece bollente , dove sono puniti i barattieri:
   Quale nell'arzanà de'Viniziani, Bolle l'inverno la tenace pece A rimpalmar li legni lor non sani
   Tal non per fuoco, ma per divina arte, Bollla laggiuso una pegola spessa Che inviscava la ripa d'ogni parte.
   Dante vede
   .......un diavol nero,
   Correndo su per lo scoglio venire,
   con un peccatore sulle spalle che getta giù nella pegola dicendo
   .......o Malebranche
   Ecco un degli anzi'an di Santa Zita : Mettetel sotto, eh' io torno per anche A quella terra che n'è bea fornita. Ogni uom v' è barattier, fuor che Bonturo: Del no, per li denar, vi si fa ita.
   Accompagnati da dieci demoni Virgilio e Dante camminano lungo l'argine a sinistra, e veggono nella bolgia molti barattieri che in modo dherso cercano refrigerio. Parlano con uno di essi, Ciampolo di Navarra, il quale dice di sè:
   Poi fui famiglio del buon re Tebaldo, Quivi mi misi a far baratteria, Di che rendo ragione in questo caldo ;
   e dice che ha per compagni nella pece bollente Frate Gomita di Gallura, Michel Zanche di Logodoro, e Toschi e Lombardi,