LA. DIVINA COMMEDIA. • 351
Intanto una piccola nave viene rapidissima verso loro sulla palude, condotta la Flegias, l'iracondo che bruciò a Delfo il tempio d'Apollo. Sulla barca di lui traversano i poeti la palude. Nel traversarla, si presenta loro Filippo Argenti, cava-iere ricchissimo e bizzarro di famiglia nemica a quella degli Alighieri; e a lui Dante ivolge tiere e sdegnose parole.
Si appressa la città di Dite, e già il poeta ne scorge le meschite vermiglie jer il fuoco eterno che dentro le affoca.
Non senza prima far grande aggirata, Venimmo in parte dove '1 nocchier, forte, Uscite, ci gridò, qui è l'entrata.
\Li i demoni a migliaia si affollano sulla porta, e impediscono l'entrata; inutilmente Virgilio tenta di persuaderli; essi respingono anche lui, e chiudono le porte.
Intanto (Canto nono) su la cima rovente dell'alta torre appariscono le tre Furie. Ma già s'ode un gran fracasso per le torbide onde. È l'angelo che
Passava Stige con le piante asciutte,
e che
Giunse alla porta e con una verghetta L'aperse, che non v'ebbe alcun ritegno.
Entrano i due poeti nella città, e scorgono da ogni parte una grande campagna tutta sparsa di sepolcri roventi, dai quali odono uscire duri lamenti. Là dentro stavano gli eresiarchi.
Mentre Dante (Canto decimo) esprime il desiderio di parlare con alcuno di essi, ode chiamarsi:
0 Tosco, che per la città del foco Vivo ten vai così parlando onesto, Piacciati di ristare in questo loco.
Era Farinata degli Uberti; e tra essi segue il dialogo famoso. E dopo questo, il dialogo col Cavalcanti. Farinata dice a Dante che con lui stanno lì Federigo II, il cardinale Ottaviano degli Ubaldini e molti altri.
I due poeti proseguendo il cammino (Canto undicesimo) arrivano sull'estremità di un'alta ripa, che sovrasta al settimo Cerchio. Sentono venir su un orribile puzzo, e per cagione di esso si ripararono dietro ad un coperchio di un grande avello,
.....ov'io vidi una scritta
Che diceva : Anastasio papa guardo, Lo qual trasse Fotin dalla via dritta.
Per avvezzare un poco il senso a quel puzzo, si soffermano; e 11 intanto Virgilio disegna a Dante il rimanente dell' inferno.
Nel settimo Cerchio (Canto dodicesimo), che è diviso in tre gironi, sono puniti i violenti contro gli altri, contro sè stessi e contro Dio. Sta a guardia di esso Cerchio il Minotauro. Ivi trovano
La riviera del sangue, in la qual bolle Qual che per violenza in altrui noccia.
Intorno ad essa corrono Centauri armati di saette. Virgilio chiede a Chirone un centauro
Che ne dimostri là, dove si guada, E che porti costui in su la groppa;