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CAPITOLO DODI ICS IMO.
ed esclama :
Deli quanto bel fu vederla per 1' erba Gire alla danza vie me' eli' altra donna Danzando un giorno per piani e per colli! (1)
In quelle, rimembranze bibliche e apocaliptiche; in queste, figure mitologiche e fin un verso d'Ovidio mirabilmente tradotto:
Nč quella eh' a veder lo sol si gira E '1 non mutato amor mutata serba Ebbe quant' io giammai fortuna acerba (2) (Vertitur ad solem mutataque servat amorem) (3):
unica, credo, imitazione del latino in tutte le liriche di Dante. In quelle, 1' adorazione sodisfatta di sč stessa; in queste, il desiderio ribelle alla ragione:
Io son sė vago della bella luce Degli occhi traditor che m'hanno anciso, Che lā dov' io son morto e son deriso La gran vaghezza pur mi riconduce.
E quel che pare e quel che mi traluce M' abbaglia tanto l'uno e l'altro viso, Che da ragione e da virtų diviso Seguo solo il disio come mio duce (4) ;
il desiderio cocente che riarde l'anima, e la cui vampa, come per iscrepolata parete, guizza e lingueggia per le rotture dello stile e per gli iati della versificazione.
In quelle, continua azione di grazie, inno eucaristico alla bellezza; in queste, l'amor non sodisfatto divien crudele, veste quasi le sembianze dell'odio o almeno ne toglie in prestito le parole; la donna appetita e ritrosa č una scherana micidiale e latra cui pregasi Amore che dia d'una saetta per mezzo al core, e il poeta vorrebbe por mano ne' Mondi capelli che sono fatti scudiscio e sferza per lui, e allora
I' non sarei pietoso nč cortese, Anzi farei com' orso quando scherza.
In quelle tenero e sommesso il gemito, se gemito v'č; in queste, singhiozzi e fremiti, e l'amatore grida:
Io maledico il dė eli' io vidi imprima La luce de' vostri occhi traditori, E '1 punto che veniste in su la cima Del core a trarne l'anima di fori (5).
In quelle, si canta l'amore che fa perdonare le offese, e la caritā e 1' umiltā sono le virtų che pių volentieri l'accompagnano; in queste si proclama
Che bell'onor s'acquista a far vendetta.
(1) Sest. II, se veramente č autentica, come il Fraticelli crede.
(2) Son. XLIII.
(3) Metam., IV, 270.
(4) Son. XXII.
(5) Son. XXXII. Oh andate un po' (cosi molto giustamente il Carducci) ad applicare
alla filosofia questo sonetto e la canzone IX....... senza commoverc l'inestinguibile
riso in chiunque ha serbato cuor d'uomo se non ha cervello di scolastico.