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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   I,A LIRICA DI DANTE. 337
   sovrasensibile, aereo, trasparente, angelicato; in queste, e idee e imagini e comparazioni s'informano o son tratte dal sensibile più fortemente e duramente percepito:
   Nulla mi parrà mai più crudel cosa Di lei per cui veder la vita smago, Chè il suo desire in congelato lago Ed in foco d'amore il mio si posa (1).
   Ohimè, perchè non latra
   Per me, com'io per lei, nel caldo borro? (2)
   In quelle profumo d'incenso e 1' aere grave e rinserrato della chiesa senza mai un accenno o un desiderio alla natura ; in queste si respira qualche volta la freschezza della campagna e la gioia del cielo aperto e
   Il dolce tempo che riscalda i colli E che gli fa tornar di bianco in verde (3)
   Dolce tempo novello quando piove Amore in terra da tutti li cieli (4)
   In quelle il poeta trema innanzi alla fanciulla velata che a pena alza gli occhi; in queste dice eh'ei l'ha
   ......chiesta in un bel prato d'erba
   Innamorata (5)......
   La sestina :
   Al poco giorno, ed al gran cerchio d'ombra
   con le due, se fossero autentiche, che la seguitano :
   Amor mi mena tal fiata all' ombra Gran nobiltà mi par vedere all'ombra
   Il sonetto:
   E' non è legno di sì forti nocchi
   e gli altri tre :
   Io son sì vago della bella luce Nulla mi parrà mai più crudel cosa Io maledico il dì eh' io vidi imprima
   che desidererei autentici, tanto son belli.
   (1) Son. XLIII.
   (2) Canz. IX.
   (3) Sest. I. (1) Canz. XI. (5) Sest. I.
   Bautoli. Letteratura italiana. ,J3