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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

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a cura di Federico Adamoli

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   CAI-ITOLO DODICESIMO.
   solamente ne'giovanili anni ma anche ne'maturi » (1). Che se ad alcuno paresser troppo crude le parole dell'autor del Decamerone divenuto biografo dell' Alighieri quegli ancora si risovvenga che Dante viene implicitamente a confessarsi un p< intinto di quel peccato, allorquando nella mistica purgazione dell'anima sua, prim di arrivare al sommo del monte a rivedere Beatrice, gli conviene traversar . fiamme che puniscono i lussuriosi e sentirne talmente lo incendio, che
   .......in un bogliente vetro
   Gittato si saria per rinfrescarsi; si risovvenga come innanzi a quelle fiatoni Virgilio per inanimarlo al formidato passo gli suoni all'orecchio un interrotto Iti
   cordati, ricordati (2)...... col quale intende forse di richiamare a conscienz
   il vecchio peccatore. Ciò stava bene avvertire, perchè tutt'altro da quel di Beatric ne si mostra l'amore in queste nuove rime cantato.
   Ed havvene segnatamente alcune le quali e pe' concetti e per la forma si ras somigliano talmente fra loro, ch'io non esito punto a tenerle per composte perù soggetto solo e di séguito in non lungo spazio di tempo, durante il quale le ide e le facoltà del poeta furono come avvolte e trascinate dalla rapina d'una passion profonda, se non vogliasi d'un aruor sensuale (3). Nelle rime per Beatrice tutto
   Oimè 1 perctiè non latra
   Per me, com'io per lei nel caldo borro?
   Chè tosto i' griderei : io vi soccorro;
   E farei volontier, siccome quegli
   Che ne' biondi capegli,
   Ch'Amor per consumarmi increspa e dora,
   Metterei mano e saziere' mi allora.
   S'io avessi le bionde treccie prese, Che fatte son per me scudiscio e ferza, Pigliandole anzi terza, Con esse passerei vespro e le squille; E non sarei pietoso nè cortese, Anzi farei com' orso quando scherza. E se Amor me ne sferza, Io mi vendicherei di più di mille, E i suoi begli occhi, ond' escon le faville, Che m'infiammano il cor, eh' io porto anciso, Guarderei presso e fiso, Per vendicar lo fuggir che mi face: E poi le renderei con amor pace.
   Canzon, vattene dritto a quella donna, Che m' ha ferito il core, e che m'invola Quello, ond' io ho più gola: E dàlie per lo cor d'una saetta; Chè beli'onor s'acquista in far vendetta
   (1) Vita di Dante, XII.
   (2) Purg., XXVII, 10-57.
   (3) Le rime a cui accenno sono le tre canzoni:
   Così nel mio parlar voglio esser aspro Amor, tu vedi ben, che questa donna Io son venuto al punto della rota.