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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   I,A LIRICA DI DANTE. 333
   Pianger di doglia e sospirar d'angoscia Mi strugge il core ovunque sol mi trovo, Sì che ne increscerebbe a chi '1 vedesse E qual è stata la mia vita, poscia Che la mia donna andò nel secol nuovo, Lingua non è che dicer lo sapesse : E però, donne mie, pur eh' io volesse Non vi saprei dir bene quel eh' io sono ; Sì mi fa travagliar l'acerba vita, La qual è sì invilita,
   Ch'ogni uom par che mi dica: io t'abbandono, Vedendo la mia labbia tramortita. Ma qual ch'io sia, la mia donna se) vede, ' Ed io ne spero ancor da lei mercede.
   Alle lacrime si mescolano i sospiri che escono
   ......dall'anima dolente
   Abbandonata dalla sua salute ;
   Li quali sconsolati vanno via, E s'e' non fosser, di dolor morrei.
   La Quarta Varie della Vita Nuova è, dice il D'Ancona, quasi, se così fosse lecito esprimersi, un intermezzo nel bel dramma degli amori giovanili di Dante, e si potrebbe intitolare dall' Amore e dalle Riyne per la donna gentile che mostrava impietosirsi de'suoi martiri.
   Che si tratti qui di un nuovo amore di Dante, non pare da mettersi in dubbio. Raccogliamo alcuni passi delle prose della Vita Nuova: « Ond'io, accorgendomi del mio travagliare, levai gli occhi per vedere s'altri mi vedesse. Allora vidi che una gentil donna, giovane e bella molto, da una finestra mi riguardava molto pietosamente » (1). « Ovunque questa donna ini vedea, si facea d'una vista pietosa e d un color pallido, come d'amore... E molte volte non potendo lagrimare nè disfogare la mia tristi*..a, io andava per vedere questa pietosa donna, la quale parea che tirasse le lagrime fuori delli miei occhi per la sua vista » (2). « Io venni a tanto per la vista di questa donna, che li miei occhi si cominciaro a dilettare troppo di vederla ; onde molte volte me ne crucciava nel mio cuore » (3). E le poesie relative sono i quattro sonetti:
   Videro gli occhi miei quanta pietate Color d'amore, e di pietà sembianti L'amaro lagrimar che voi faceste
   Gentil pensiero, che parla di vui.
   Quest'ultimo specialmente è chiarissimo e ci giova riferirlo ;
   Gentil pensiero che parla di vui, Sen viene a dimorar meco sovente , E ragiona d'amor sì dolcemente, Che face consentir lo core in lui,
   il) § XXXVI. (2) § XXXVII. (31 XXXV11I.