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CAI-ITOLO DODICESIMO.
e quello :
0 dolci rime che parlando andate,
la canzone :
La dispietata mente che pur mira,
e alcune altre.
Ci sono poi alcune poesie di dubbia autenticità, quali la Ballata Jo son chiamata nuova ballatetta,
e
Per una ghirlandetta (1).
La Parte seconda della Vita Nuova potrebbe aver per epigrafe quelle parole che si leggono al § XVIII: « Noi ti preghiamo che tu ne dica ove sta questa tua beatitudine. Ed io rispondendole dissi cotanto: in quelle parole che lodano la donna mia. » Tutte le poesie di questa seconda Parte, dove comincia « materia nova e più nobile che la passata, » sono un'estatica contemplazione della bellezza di Beatrice. Davanti ad essa, la lingua del poeta « parlò quasi per sè stessa mossa ».
La prima canzone è, come ben dice Delécluze ('2), l'inno col quale Dante celebra le virtù e la gloria di Beatrice sulla terra; c da questa comincia la nuova e grande arte dantesca.
Donne, ch'avete intelletto d'amore, Io vo' con voi delia mia donna dire; Non perch'io creda sua laude finire, Ma ragionar per isfogar la mente. Io dico che, pensando il suo valore, Amor si dolce mi si fa sentire, Che, s'io allora non perdessi ardire, Farei, parlando, innamorar la gente. Ed io non vo' parlar si altamente, Che divenissi per temenza vile; Ma tratterò del suo stato gentile A rispetto a lei leggeramente Donne e donzelle amorose, con vui, Chè non è cosa da parlarne altrui.
Angelo chiama in divino intelletto, E dice: Sire, nel mondo si vede Meraviglia nell'atto, che procede Da un'anima, che fin quassù risplende. Lo cielo, che non bave altro difetto Che d'aver lei, al suo Signor la chiede, E ciascun santo ne grida mercede. Sola pietà nostra parte difende;
(1) Il Prof. Carducci difende con buone ragioni anche l'autenticità dell'apologo
Quando il consiglio degli augei si tenne; e dei sonetti a Forese Donati:
Bicci novel, flgliuol di non so cui,
e
Chi udisse tossir la mal fatata. V
Ved. Rime di D. A., pag. 159, 160, 161, 162, 1G3, 230 Ved. anche Giidiani, La Vita Nuova ecc. pag. 382, 83.
(2) D. A. ou la Poésie Amoureuse, II, 392.