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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   LA lirica di dante. 3i25
   fa elle ripetere il vecchio frasario dei poeti precedenti. Di questa parentela intellettuale tra Dante e Guido già sarebbero indizio quelle parole della Vita Nuova: « quegli cui io chiamo primo de'miei amici ». Ma ben altre e più chiare ne sono le prove a chi confronti le poesie dell'uno con quelle dell'altro, dove, più che mera imitazione di concetti, si sente che uno stesso spirito poetico anima queste e quelle.
   Sarebbe temerità ed errore il dire che in queste prime poesie della Vita Nuova non ci sieno bellezze notabili. In alcune la semplicità è veramente ammirabile, come uei versi:
   Ora ho perduta tutta mia baldanza, Che si movea d'amoroso tesoro ; Ond'io pover dimoro In guisa, che di dir mi vien dottanza.
   Sicché, volendo far come coloro Che per vergogna celan lor mancanza, Di fuor mostro allegranza, E dentro dallo cor mi struggo e ploro.
   E come pure in questi:
   Cavalcando l'altr'ier per un cammino Pensoso dell'andar, che mi sgradia, Trovai Amor in mezzo della via, In abito leggier di peregrino.
   Nella sembianza mi parea meschino Com' avesse perduto signoria ; E sospirando pensoso venia, Per non veder la gente, a capo chino.
   Ma anche i difetti non mancano. Per esempio (mi sia lecito riferire le parole d'un giudice competentissimo in fatto di poesia, e di uno dei più profondi conoscitori delie nostre rime antiche) « per esempio, anche a cui creda che i grandi poeti possano fare a meno del buon gusto non parranno, spero, imagini vere nè belle queste
   Lo viso mostra lo color del core Che tramortendo ovunque può s'appoja, E per l'ebrietà del gran tremore Le pietre par che gridin, moia, moia. (1)
   E se io levo gli occhi per guardare, Nel cor mi si comincia un terremoto Che fa da' polsi l'anima partire (2).
   Può darsi che ad alcuno piaccia:
   .... Io son d'ogni tormento ostello e chiave (3), ma n.uno, pur concedendo molto al tempo e alla gioventù del poeta, crederà belli e chiari questi due versi :
   E di a colui eh' è d'ogni pietà chiave, Avanti che sdonnei (4),
   (1) Vita N., XV.
   (2) Vita N., XVI.
   (3) Vita N., VII.
   (4) Vita N., XII.