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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Allegro Mio core Madonna,
   CAI-ITOLO DODICESIMO.
   mi sembrava Amor, tenendo in mano, e nelle braccia avea involta in un drappo, dormendo.
   parole, nelle quali io dicessi come mi parea esser disposto alla sua operazione, e come opera in me la sua virtude », Framm. di Canz.: «Sì lungamente m'ha tenuto Amore ».
   Qui termina la Prima parte, e comincia la seconda, che contiene i Componimenti in
   mortè di Beatrice. Essa si suddivide in tre Sezioni. La Sezione prima: Afflizione estrema
   dell' autore sulla morte della sua donna.
   Cap. XXIX. Trapassamento di Beatrice :... « lo Signore della giustizia chiamò a sè questa gentilissima »....
   Cap. XXX. Relazione tra Beatrice e il numero nove: « Perchè questo numero le fosse tanto amico »____
   Cap. XXXI. L'autore dirige una lettera alle persone principali della sua città: « .ond'io, ancora lagrimando .... scrissi a principi della terra >....
   Cap. XXXII. Lamenti dell'autore: «... pensai di voler disfogarla con alquante parole dolorose ». Canz.: « Gli occhi dolenti per pietà del core »
   Cap. XXXIII. Sonetto composto dall'autore a nome d'un fratello di Beatrice : «Si venne a me uno » ecc. Son. : « Venite a intender li sospiri miei ».
   Cap. XXXIV. V/ aggiunge una canzone; parte a nome dello stesso, parte a nome proprio. Canz.: « Quantunque volte, lasso ! mi rimembra ».
   Cap. XXXV. Annovale della morte di Beatrice : « In quel giorno nel quale si compiva l'anno.... » Son.: « Era venuta nella mente mia ».
   'Nella Sezione seconda si parla dei Conforti che l'autore comincia a trovare nella vista d'una donna gentile.
   Cap. XXXVI. Primo incontro colla donna gentile : « Allora vidi una gentil donna giovane e bella molto, la quale da una finestra mi riguardava molto pietosamente...... Son.: « Videro gli occhi miei quanta pietade ».
   Cap. XXXVII. L'aspetto della donna gentile rende all' autore la facoltà di piangere : «.. . . questa pietosa donna, la quale parea che tirasse le lagrime fuori delli miei occhi per la sua vista » Son.: « Color d'amore e di pietà sembianti ».
   Cap. XXXVIII. L'autore si riprende del troppo diletto ch'ei trova a riguardar la donna gentile: «.....li miei occhi si cominciaro a dilettare troppo di vederla »... . Son.: « L'amaro lagrimar che voi faceste ».
   Cap. XXXIX. Battaglia del cuore coli'anima: «... Ond'io avendo così più volte combattuto in me medesimo »... Son.: «Gentil pensiero che parla di vui ».
   Nella Sezione terza l'autore ritorna al solo culto della memoria di Beatrice.
   Cap. XL. Sesta visione. L'autore si pente della sua incostanza : *----mi parea vedere questa gloriosa Beatrice____lo mio core cominciò dolorosamente a
   pentirsi ».... Son.: « Lasso ! per forza de'molti sospiri ».
   Cap. XLI. Passaggio di peregrini che vanno a vedere il Santo Sudario : « .. alquanti peregrini passavano per una via »... Son. : « Deh, peregrini, che pcnsos. andate ».
   Cap. XLII. Settima visione che mostra all' autore la sua donna onorata nell'Emp,-reo: Son.: « Oltre la spera che più larga gira ».
   Cap. XLIII. Conclusione: Ultima visione, che l'autore si propone di manifestare in altra opera più degna di Beatrice: «... una mirabil visione nella quale vidi cose che mi fecero proporre di non dir più di questa benedetta, ;n fino a tanto che io non potessi più degnamente trattare di Iti ».