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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   svolgimento della lirica.
   317
   Movi piangendo, e va disconsolata ; E guarda che persona non ti miri Che non fosse fedele a quel signore Che tanta gente vedova ha lasciata. Tu te n' andrai così chiusa e celata Là dove troverai gente pensosa Della singular morte dolorosa (1).
   E dei sentimenti politici di messer Cino ci fa pure testimonianza questo bel sonetto, dove la chiusa del giureconsulto dà risalto, nella sua discordanza, a quello che precede, e mostra che la fervida apostrofe non era retorica ma sentimento :
   A che. Roma superba, tante leggi Di senator, di plebe, e degli scritti Di prudenti, di placiti e di editti, Se '1 mondo come pria più non correggi ?
   Leggi, misera a te ! misera leggi Gli antichi fatti de' tuoi figli invitti, Che ti fer già mill' Afriche ed Egitti Reggere, ed or sei retta, e nulla reggi.
   Che ti giova ora aver gli altrui paesi Domato e posto '1 freno a genti strane, S' oggi con teco ogni tua gloria è morta?
   Mercè, Dio! ch'i miei giorni ho male spesi In trattar leggi, tutte ingiuste e vane, Senza la tua che scritta in cor si porta.
   Cino fu legato d'intimo affetto con Dante (2). Abbiamo varii sonetti dell'uno all'altro; ed abbiamo poi due canzoni di Cino, l'una sulla morte di Beatrice, l'altra sulla morte dello stesso Alighieri, la quale mostra l'altissimo concetto in cui'il gentile pistojese teneva il gran fiorentino:
   Su per la costa, Amor, dell'alto monte Drieto allo stil del nostro ragionare, Or chi potria montare, Poi che son rotte l'aie d'ogni'ngegno ? l'penso ch'egli è secca quella fonte, Nella cui acqua si potea svecchiare Ciascun del suo errare, .Se ben volem guardai nel dritto segno. Ah, vero Dio, che a perdonar benegno
   (1) Si ha pure un' altra Canzone sul medesimo argomento:
   L'alta virtù che si ritrasse al cielo. . . .
   (2) Egli chiama in un sonetto la Divina Commedia il
   ...........libello
   Che mostra Dante signor d'ogni rima.
   Piaage con lui la morte della sua Selvaggia, e gli dice:
   E però se tu sai nuovo tormento, Manaalo al desioso de' martiri....
   Lo chiama:
   Diletto fratel mio di pene involto...