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svolgimento della lirica. 315
che a sè stesso rivolge parole così sconsolate, e osi piene di profonda mestizia' osi bagnate di pianto:
Uomo smarrito che pensoso vai, Che hai tu, che tu sei così dolente1? Che vai tu ragionando con la mente, Traendone sospiri spesso e guai ?
E' non pare che tu sentissi mai Di ben alcun che il core in vita sente, Anzi par che tu muori duramente Negli atti e ne' sembianti che tu fai ;
n tale uomo, un tale amante, un tale poeta ha già in sè tutto quello che occorre er essere artista sommo; ha già i colori per dipingere le passioni più estreme, orna appunto fa Cino, inarrivabilmente, in un sonetto dove descrive la propria ;spera„iOne, la quale fa dispiacere a lui tutto quello che agli altri piace , e gli a piacere quello che gli altri hanno in orrore: stato di animo profondamente vero, aa che è meraviglioso sia stato avvertito ed espresso da un poeta del XIII secolo :
Tutto ciò eh' altrui piace, a me disgrada ; Ed èmmi a noia e spiace tutto '1 mondo. Or dunque che ti piace1? Io ti rispondo : Quando l'un l'altro spessamente agghiada.
E' piacemi veder colpi di spada Altrui nel volto, e navi andar al fondo: E piacemi veder Neron secondo, E che s'ardesse ogni femina lada.
Molto mi spiace allegrezza e sollazzo; E la malinconia m'aggrada forte; E tatto '1 dì vorrei seguire un pazzo;
E far mi pareria di pianto, corte; Ed ammazzar tutti quei eh' io ammazzo Con l'arme del pensier u' trovo morte.
Basta questo sonetto a mostrare a che punto la psicologia dell' amore e del dolore sia giunta nel poeta pistoiese, che sapeva scendere cosi nell' anima propria e scrutarne i fremiti più riposti, e dar loro tanto movimento poetico; e basta ancora a mostrare quanto sia erroneo ciò che scrive uno storico della letteratura italiana, che Cino « sosteneva la esclusività delle forme della poesia amorosa ». Quale esclusività ? E di quale poesia amorosa ? Chi prima di lui aveva così finamente cercati, analizzati, descritti gli effetti dell'amore? Chi era ancora penetrato, al pan di lui, nei drammi del cuore ? E poi, di che esclusività si vuol dunque parlare ì Non ci sono forse anche poesie di Cino che non trattano di amore (i), ed
(1) Quelle, per esempio, dove piange sui dolori del suo esilio. In un sonetto a Dante, scrive :
Poi eh' io fui, Dante, dal mio natal sito Per greve esilio fatto peregrino, E lontanato dal piacer più fino Che mai formasse '1 piacer infinito
lo son piangendo per lo mondo gito, Sdegnato del morir come meschino : E se trovat' ho di lui alcun vicino, Dett' ho che questo m' ha lo cor ferito.....