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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   ca titolo un decimo.
   Fa', Canzon, che tu dica:
   Poi che veder voi stessi non possete,
   Vedete in altri al men quel che voi sete.
   Fra le poesie di Cino che il prof. Carducci ha classificate sotto il titolo di con templazione della bellezza (1), e che veramente, sono tutte, anch' esse, poesie d amore, alcune hanno una soavità, una morbidezza, una musica, che potrà esier. appena superata dal Petrarca. Odasi la prima quartina di due suoi sonetti
   Una gentil piacevol giovenella Adorna vien d'angelica virtute In compagnia di si dolce salute Che qual la sente, poi d'amor favella
   Vedete, donne, bella creatura, Com' sta tra yoì maravigliosamente? Vedeste mai così nova figura 0 così savia giovane piacente?
   I dolori dell'amore sono dipinti qualche volta con tinte vigorose; si capisi-che non sono, come il lungo e monotono belare dei Siculi, una finzione poetica, « una realtà, ma una passione vera, ma un vero soffrire. L'uomo che di sè stesa scrive :
   Ei sen va sbigottito e d'un colore Che '1 fa parere una persona morta, Con tanta doglia che negli occhi porta Cile di levargli già non ha valore ;
   E quando alcun pietosamente il mira, Il cor di pianger tutto si distrugge E l'anima sen duol si che ne stride;
   l'uomo che sente
   ..........pianger M anima nel core ;
   (1) Tra esse poteva porsi anche un sonetto dove il poeta dipinge le bellezze ai ma donna Selvaggia Vergiolesi, sul quale non mi sembra che sieno stati elevati duboi d* autenticità, e che è molto bello :
   Treccie conformi a) più raro metallo, Fronte spaziosa e tinta in fresca neve, Ciglia disgiunte, tenuette e breve, Occhi di carbon spento e di cristallo ;
   Gote vermiglie, e fra loro intervallo Naso non molto concavato e leve, Denti di perla e parlar saggio e greve, Labri non molto gonfi e di corallo;
   Mento di picciol spazio c non disteso, Gola decente al più caro monile, Petto da due bei pomi risospeso;
   Braccia tonde, man candida e sottile, Corpo non già da tutti bene inteso, Son le bellezze ili Selva gentile.