svolgimento della lirica. 321
Quando Amor gli occhi rilucenti e belli, C' han d'alto foco la sembianza vera, Volge ne' miei, si dentro arder mi fanno, Che per virtù d'Amor vengo un di quelli Spirti che son nella celeste sfera, Ch'amor e gioja ugualmente in lor lianno; Poi, per mio grave danno S'un punto sto che fisso non li miri, Lagriman gli occhi e '1 cor tragge sospiri.
Così veggio che in sè discorde tene Questa troppo mia dolce e amara vita Che 'n un tempo nel ciel trovasi e 'n terra Ma di gran lunga in me crescon le pene, Perchè, cherendo ad alta voce aita, Gli occhi altrove mirando mi fan guerra. Or, se pietà si serra
Nel vostro cor, fate eh' ogn' or contempre Il bel guardo che 'n ciel mi terrà sempre.
Sempre non già; poscia che noi consente Natura, eh' ordinato ha che le notti Legati sien; non già per mio riposo, Perciò eh' allor sta lo mio cor dolente, Nè sono all'alma i suoi pianti interrotti Del duol c' ho per fin qui tenuto ascoso. Deh se non v' è nojoso Chi v' ama, fate al men, perch' ei non mora Parte li miri della notte ancora.
Non è chi imaginar non che dir pensi L'incredibil piacer, donna, eh' io piglio Del lampeggiar delle due chiare stelle; Da cui legati ed abbagliati i sensi, Prende '1 mio cor un volontario esiglio E vola al ciel tra l'altre anime belle: Indi di poi lo svelle La luce vostra ch'ogni luce eccede, Fuor di quella di quel che '1 tutto vede.
Ben lo so io; chè '1 sol tanto già mai Non illustrò col suo vivo splendore L'aer quando che più di nebbia è pieno, Quando i vostri celesti e santi rai, Vedendo avvolto in tenebre '1 mio core, Immantinente fer chiaro e sereno; E dal career terreno Sollevandol talor, nel dolce viso Gustò molti dei ben del paradiso.
Or perchè non volete più ch'io miri Gli occhi leggiadri u' con Amor già fui E privar lo mio cor di tanta gioja? Di questo converrà ch'Amor s'adiri, Che un core in sè, per vivere in altrui, Morto, non vuol eh' un' altra volta moia. Or, se prendete a noja Lo mio amor, occhi d'Amor rubegli, Foste per comun ben stati men begli!
Agli occhi della torte mia nemica Baktoli. Letteratura italiana.