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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   312
   capitolo dODi Ics imo.
   Veggendo te ne'suoi begli ocelli stare,
   Che dilettare il core
   Di poi' non s'è veduto in'altra cosa,
   Fuor che quella amorosa
   Vista, ch'io vidi, rimembrar tutt'ore . . .
   Gli effetti dell'amore messer Cino li studia dentro l'anima sua, cioè a dire lì sente e li ritrae stupendamente. C'è veramente tutto il turbamento dello spirito, tutto il pianto dell'anima:
   Àllor sentii lo spirito diviso Da quelle membra che se ne turbaro; E quei sospiri che di fora andaro Dicean piangendo che '1 core era anciso.
   Lasso! di poi mi pianse ogni pensiero Nella mente turbata (1) . . .
   Una preghiera d'amore gentilissima è questa:
   Gentil donne valenti, or m'aitate Ch'io non perda cosi l'anima mia; .E non guardate a me qual io mi sia,
   Per dio, qualora insieme vi trovate, Pregatela che umil verso me sia; Ched altro già il mio cor non desia, Se non che veggia lei qualche fiate.
   E tutto il dolore, tutto l'accoramento d'un innamorato che si riprometteva d'incontrare ad una festa la donna amata, e che di quell'incontro, chi sa come lungamente desiderato e aspettato, s'era fatto un paradiso nel cuore, e che poi non la vede, tutto quello strazio è dipinto in questo sonetto, ugualmente bello per la sua andatura semplice, come per la realtà del sentimento e la grazia dell'espressione :
   Come non è con voi a questa festa,. Donne gentili, lo bel viso adorno? Perchè non fu da voi staman richiesta Che ad onorar venisse questo giorno?
   Vedete ogn'uom che si mette in inchiesta Per vederla, girandovi d'intorno; E guardan qua, u' per lo più s'arresta; Poi guardan me, che sospirar non storno.
   Oggi aspettavo veder la mia gioja Stare con voi, e veder lo cor' mio Che a lei, come a sua vita, s' appoja.
   Ora io vi prego, donne, sol per dio, Se non volete eh' io di ciò mi muoja, Fate sì-che stasera la vegg'io.
   Quanto caro fosse al poeta veder la sua donna, contemplarne gli occhi, inabissarsi nella sua adorazione, in quella adorazione che facevagli dire
   Nelle man vostre, o dolce donna mia, Raccomando lo spirito che muore';
   quanta felicità gli piovesse dagli sguardi di lei, è detto con una dolcezza di eloquio inarrivabile in questa canzone:
   (1) Son. Lo fin piacer di quell'adorno viso.