Stai consultando: 'Storia Letteraria d'Italia I primi due secoli', Adolfo Bartoli

   

Pagina (310/555)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (310/555)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   308 cai-Itolo dODICeSimo.
   come dice il De Sanctis (1), « tutto nasce dal di dentro, naturale, semplice, sobrio, con perfetta misura tra il sentimento e 1' espressione. Il poeta non pensa a gra dire, a cercare effetti, a fare impressione con le sottigliezze della dottrina e .Iella retorica; scrive sè stesso, come si sente in un certo stato dell'animo, senz'altra pretensione che di sfogarsi, di espandersi »; ma però, aggiungiamo noi, sempre riguardando a quell'alto ideate artistico ch'era in cima dei suoi pensieri; sempre mirando a vestire riflessivamente coli'arte le spontanee e vive e ardenti •effusioni dell' animo.
   Ecco la Ballata di cui parliamo:
   'Perch'io no'spero di tornar giammai, Ballatetta, in Toscana, Va' tu leggiera e piana Dritta alla donna mia, Che per sua cortesia Ti farà molto onore.
   Tu porterai novelle de' sospiri Piene di doglia e di molta paura; Ma guarda che persona non ti miri , Che sia nimica di gentil natura; Che certo per la mia disavventura Tu saresti contesa, Tanto da lei ripresa Che mi sarebbe angoscia : Dopo la morte poscia Pianto e novel dolore.
   Tu senti, Ballatetta, che la morte Mi stringe si, che vita m'abbandona; E senti come '1 cor si sbatte forte Per quel che ciascun spirito ragiona. Tant' è distrutta già la mia persona Ch'io non posso soffrire. Se tu mi vuoi servire, Mena l'anima teco, Molto di ciò ten preco, Quando uscirà del core.
   Deh, Ballatetta, alla tua amistate Quest'anima che triema, raccomando; Menala teco nella sua pietate A quella bella donna a cui ti mando. Deh, Ballatetta, dille sospirando Quando le sei presente : Questa vostra servente Vien per istar con vui, Partita da colui Che fu servo d'Amore.
   Tu, voce sbigottita e deboletta, Ch'esci piangendo dello cor dolente, Con l'Anima e con questa Ballatetta, Va'ragionando della strutta mente. Voi troverete una donna piacente,
   (1) St. d, Letter. Ital., 1, pag. 51.