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cai-Itolo dODICeSimo.
E spesse volte avvien che mi saluta Tanto dappresso l'angosciosa morte, Che fa in quel punto le persone accorte, Che dicon in fra lor : questi ha dolore, E già secondo che ne par di fore, Dentro dovrebbe aver nuovi martiri.
E dopo questo che cosa succede? Non si direbbe più lo stesso poeta. Un coi cetto lambiccato, espresso in forma diffìcile. Non pare il seguito della stessa puesi dalla forma piana ed efficace, rappresentatrice di una realtà psicologica, noi pa siamo ad una astrattezza di cui è difficile raccapezzare il senso:
Questa pesanza ch'è nel cor discesa Ha certi spiritei già consumati,
I quali eran venuti per difesa
Del cor dolente che gli avea chiamati. Questi lasciaro gli occhi abbandonati, Quando passò nella mente un romore,
II qual dicea: dentr' ò (1) biltà che more, Ma guarda che biltà non vi si miri.
Questi soliti spiritelli, che del resto si trovano molto spesso anche in Dant ed anzi in tutti i poeti contemporanei (2), questa beltà che muore nella mente, quell'altra beltà che nella mente non si deve mirare, non sono più vera poesia, n concetti più o meno filosofici che nocquero alla sostanza ed alia forma del hnguagg poetico.
Altre volte troviamo una forma involuta, che si muove a stento, senza agili e senza molta grazia; e poi, ad un tratto, sentiamo succedere versi di tutt alt maniera. Questo, in parte, succede nella ballata:
La forte e nuova mia disavventura (3),
che si chiude cosi meravigliosamente:
Parole mie disfatte e paurose, Dove di gir vi piace ve n'andate; Ma sempre sospirando e vergognose Lo nome della mia donna chiamate. Io pur rimango in tanta avversitate, Che qual mira di fore Vede la morte sotto il mio colore.
Bellissima, sebbene mescolata anch'essa di qualche concetto astruso, anche es' non uguale tutta dal principio alla fine, ma nonostante piena di gentilezza e ai sentimento che scaturisce dalla realtà, è la ballata seguente (4):
Era in pensier d'Amor, quand'io trovai Due forosette nove : L'una cantava: e'piove Fuoco d'Amore in nui. Era la vista lor tanto soave,
(1) Il testo ha: dentro. Ma mi pare evidente e necessaria la correzione.
(2) Ved. Vita Nuova, ediz. D'Ancona, nota a pag. 84. 85.
(3) P. 20.
(4) P. 21.