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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   301 CAPITOLO l'NDF.ClMO.
   elegante sotto la mano di lui. L'anima del poeta si immedesima colla figura reto rica, e riesce a dare ad un veecliio artifizio novità inaspettata. Olii potrebbe no sentire tutta la differenza che c' è tra i sonetti dei Siculi e questo del Ca valcanti1?
   0 donna mia, non vedestu colui Che sullo core mi tenea la mano, Quand'io ti rispondia fiochetto e piano Per la temenza degli colpi sui?
   El fu Amore, che trovando vui Meco, ristette, eh'e' venia lontano, A. guisa d'uno arcier presto soriano Acconcio sol per ancidere altrui.
   E trasse poi degli occhi miei sospiri, I quai si gittan dallo cor si forte, Ch'io mi parti' sbigottito fuggendo.
   Allor mi parse di seguir la morte, Accompagnato di quelli martiri Che soglion consumare altrui piangendo (1).
   C'è anche qui la personificazione dell'Amore, anzi tutto il componimento si ag gira intorno ad essa. Notiamo però che essa serve a rappresentarci sentimenti ver a metterci davanti agli occhi immagini che ci commuovono. Il poeta non si ecliss dietro il suo trovato retorico; la mano che gli stringe il cuore è la sua; suoi sospiri che gli escono dall'anima e lo fanno fuggire sbigottito. Sotto il fantasm poetico c'è l'uomo reale; l'uomo dai malinconici pensieri, cogitabondo, sdegnosi cortese, ardito e solitario.
   E meglio ancora codesto uomo ci apparisce in altri sonetti, e non solarne codesto uomo, ma codesto eccelso poeta. In alcuni il movimento lirico è verament meraviglioso:
   Chi è questa che vien ch'ogni uom la mira, E fa di clarità l'aér tremare, E mena seco Amor, si che parlare Null'uom ne puote, ma ciascun sospira?
   Ahi Dio! che sembra, quando gli occhi gira? Dicalo Amor, ch'io noi saprei contare; Cotanto d'umiltà donna mi pare, Che ciascun'altra inver di lei chiam' ira (2).
   Non è forse qui già molto della maniera dantesca della Vita Nuova? E faci è, dopo ciò, lo intendere l'affetto che dovè legare Guido e l'Alighieri, e il perch quest' ultimo dicesse che aveva tolto
   ......l'uno all'altro Guido
   La gloria della lingua;
   e perchè desiderassn con lui e con Lapo esser messo
   .....in un vascel che ad ogni vento '
   Per mare andasse a voler vostro e mio.
   E quivi ragionar sempre d'amore.'
   Facile intenderlo anche da quest' altro che ci sembra il più bello, il più com piuto tra tutti i sonetti del Cavalcanti:
   (1) P. 2.
   (2) P. 4.