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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

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a cura di Federico Adamoli

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   la prosa.
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   di Barlaam e Giosaffatte (1); la XV si ritrova 111 molte scritture, delle quali citeremo solo Plutarco, Cicerone, Valerio Massimo, il Bellovacense, i Gesta Roma-norum (2); la XXXI, nella Disciplina Cleriralis; la XLI1 nel Lai d'Ignaurés e quindi nella continuazione del Roman de la Rose (3); la LII nei Gesta (4); la LIII nella Disciplina ed altrove (5); la LIX in Petronio (Gj; il fatto narrato nella LXII ritrovasi in molte leggende medievali (7); la LXVI nel più diffuso racconto del Castoiement (8); la LXVII, in Plutarco, in Polibio, in Gellio, in Macrobio, nel Bellovacense, nei Gesta ed altrove (9); la LXIX nella Legenda Aurea (10); la LXXIII nei Gesta, nel Boccaccio, in Busone da Gubbio (11); la XCIV nell'Esopo di Baldo ed in quello di Neekam (12), nella Disciplina, nel Reinardus Vulpes (13) ecc.; la VI (ed. Torino) nei Gesta ed in altri scritti (14); la LI (ed. Torino) nel Fabliau L'O^dre de Chevalerie (15) e in Busone da Gubbio; la LXV (ed. Torino) ricorda il fatto narrato nei Gesta (cap. 109 e 251), che ritrovasi nel Barlaam e Giosaffatte, nel Bellovacense e nel Panchatantra (10); la LXV1II (ed. Torino) nscontra con racconti del Dialogus Creatararum, dei Gesta, e di molte altre scritture (17); la LXX1V (ed. Torino) ritrovasi nella Disciplina, in un fabliau francese (18), nei Gesta (19); la XCVII1 in Tito Livio (20); una parte della C, in Neekam (De naturis rer.), nel Dolopathos, nei Gesta ('21), ecc.
   In questo rapido cenno delle fonti di parecchie delle Cento Novelle, abbiamo dovuto più volte ricordare la Disciplina Clericalis, i Gesta Romanorum, il Dialogus Creati'rarum. Ci è indispensabile dire alcune parole di questi libri. Essi rientrano in una vasta classe di opere medievali, che piacquero sommamente a quell'età, ed il cui scopo era quello di raccontare dei fatti, per trarre poi da essi delle riflessioni morali e degli insegnamenti religiosi, oppure di far seguire a tali insegnamenti degli esempi.
   Già negli apologhi attribuiti a San Cirillo e che risalgono ad un'alta antichità (22), si manifesta questo carattere; il quale si fa più spiccato nei Dialogus creaturarum moralisatus di Niccola Pergamino, raccolta di apologhi, ognuno dei
   (1) Cf. Landau, Die Quelien des Decamerone, pag. 70.
   (2) Cf. ~Oesterley, Gesta, Nachweisungen, pag. 720, n. 50. — Cf. anche te Violier des histoires romaines, pag. 114.
   (3) Cf. Liebrecht, John Durilop's, ecc., pag. 213.
   (4) Cf. Oesterley, pag. 435 e 728; Le Violier, pag. XXVI.
   (5) Vedi indietro. (6Ì C. s.
   (7) Cf. Landau, pag. 38, il quale cita Grasse, Literàrgeschichte III, 1120.
   (8) Ap. Barbazan, II, pag. 171.
   (9) Cf. Oesterley, pag. 732.
   (10) Jacóbi a Voragine, Log. kur. recens. Th. Graesse, pag. 196.
   (11) Cf. Oesterley, 720; Landau, 62 e seguenti.
   (12) Du Meril, Poes. ined., 195, 257.
   (13) Ivi, 195, n. 7.
   (14; CI. Oesterley, 722, 57.
   (15) Ap. Le Grand d'Aussy, Fabliaux, I, 133. — Cf. Liebrecht, op. cit., 213.
   (16) Oesterley, 729.
   17) lbid., 749. — Cf. anche Liebrecht, op. cit., 213-14, 487.
   (18) Ap. Le Grand d'Aussy, II, 403.
   (19) Oesterley, 730-31.
   (20) Cf. Novellino, ed. Carbone, pag. 116, n. 9
   (21) Oesterley, 732. — Sulle fonti del Novellino lavora il prof. A. d'Ancona. A noi dispiace di non avere potuto approfittare del suo studio, che sarà certo come gli altri ''cco d'importanti notizie. Desso sarà pubblicato nella Romania.
   (22) Cf Du Merli, Hist. de la fable ésop. 146.