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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

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a cura di Federico Adamoli

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   capitolo l'NdF.clmo.
   fede dei giullari, non ostante è certo assai strano far scendere proprio Dio in persona a giuocare e scommettere, tanto è vero che altri sostituì a Dio, un Mago, raccontando il fatto medesimo (IV Cosi pure il Pievano Porcellino (2), quelli che vanno a confessarsi (3), il medico di Tolosa che rimandò la moglie all'arcivescovo (4), sono il primo annunzio di quel rìso beffardo che rifulgerà poi così splendido nel De-camerone. Qui però il gran passaggio non è ancor fatto: qui si tentenna sempre, e le cose più varie si accoppiano tra loro: onde presso alla grassa burla della brigata che vuol sollazzarsi, sta il segno dell'ira monacale contro i volgarizzatori della scienza (5), stanno le feroci rivalità tra frati e preti (G), sta il miracolo dell'asino di Balaam (7), sta il misticismo nemico della scienza (8), sta la calunnia ascetica contro la donna (9). E presso a questo, qualche ricordo mitologico (10), una favola esopica (11), Salomone e lo Schiavo di Bari (12;, Aristotile (13) ed Ippocrate (14), Saladino (15), le Crociate (10), i due Federighi (17).
   I libri che contengono le più antiche novelle sono parecchi: oltre il Novellino, che è il principale, abbiamo i Conti di antichi cavalieri, i Conti morali di anonimo senese (18); le novelle che trovansi nel libro del Barberino, Del Reggimento e de' Costumi delle Donne, quelle che vider la luce in appendice al Catalogo Rapanti (19), ed alcuni di quei racconti che corrono sotto il nome di Fiore di Filosofi (20). Noi dobbiamo esaminare queste varie raccolte, ognuna separatamente, e nelle loro attinenze. Molte sono le questioni che si sono fatte intorno al Novellino, ossia intorno a quella raccolta di Cento Novelle, pubblicata la prima volta coi tipi del Benedetti, e con una dedica di Carlo Gualteruzzi. Riguardo al contenuto, molte di esse riscontrano con altri racconti medievali, che in parte provengono dall'Oriente: cosi la novella II somiglia ad un racconto arabo (21); la XIV proviene dalla stona
   (1) Ved. Novelluzze tratte dalle Cento Antiche, per cura del signor A. Tessier, Nov. 2.®
   (2) Ed. Gualt. 54.
   (3) Id. 87, 91, 93.
   (4) Id. 49.
   (5) Id. 78.
   (6) Id. 39.
   (7) Id. 36.
   (8) Id. 29.
   (9) Ed. Tonno, 100.
   (10) Ed. Gualt. 46, 70.
   (11) Id. 94.
   (12) Id. 7. 10.
   (13) Id. 68.
   (14) Ed. Torino, 59.
   (15) Ed. Gualt. 25; ed. Torino, 51; e Conti di ant. Cavalieri, 1, 2, 3, 4, 5.
   (16) Ed. Torino, 51.
   (17) Ed. Gualt. 2, 21, 22, 23, 24, 25, 59, 90, 100 — Ed. Torino 6.
   (18) Furono pubblicati dal nostro egregio e carissimo commend. Zambrini, che li trasse da un Codice della Libreria de' Canonici Regolari di S. Salvatore in Bologna. Fanno parte della Scelta di curiosità letterarie del Romagnoli (Disp. IX).— I Conti di ant. Cavalieri furono tratti da un Codice di casa Martelli, e messi in luce dal signor Fanfanì Firenze, tip. Baracchi, 1851.
   (19) Catalogo dei Novell, ital. in prosa racc. e poss.da G. Papanti, Livorno, Vigo, 1871, Voi. I. Furono un dono clie al signor Papanti fece l'amico Alessandro d'Ancona.
   (20) Fiore di Filosofi e di molti £«'jt,pubb. nella Scelta dicur. lett. (disp. LXIII) dal mio amatissimo Antonio Cappelli.
   (21) Cf. Liebrecht, John Bunlop's, Geschichte der Prosadichtungen, pagg. 212, 487, nota 281.