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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

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a cura di Federico Adamoli

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   la prosa.
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   Jo-europeo (1). onde sorsero le figure di Santa Uliva ('2), dì Crescenzia (3), di S. Guglielma (4), di Stella (5), di Genoveffa (6), della regina Sibilla (7), di altre: tipi uniformi che si svolsero in tutte le letterature di Europa, dal Roman de la Mannehine (è) a Chaucer, a Ser Giovanni Fiorentino, a Gower e via discorrendo (9). Come dal mito di Edipo, probabilmente, si formava il ciclo di leggende del figlio incestuoso innocente, sostituendo al fatum degli antichi il demonio dei cristiani, e facendo in seguito protagonista della leggenda il papa Gregorio Magno, nato dall'amore di un fratello e di una sorella (10).
   Le reliquie, i miracoli, la vita dei santi, il vecchio ed il nuovo testamento (11), le visioni, diedero luogo a leggende, le quali una volta composte, si rimanipolarono sotto forme svariate in tutta l'Europa. Ferm.amori sulle visioni un momento. Desse riposano sopra un concetto che rampolla da un istinto dell'animo umano, quello di squarciare il mistero del sepolcro, e di figurarsi una vita al di là della morte. Di codesto concetto si impossessò il cristianesimo, alle cui origini si favoleggiò del rapimento di San Paolo al terzo cielo, della discesa di San Giovanni all'inferno; poi tutto il medioevo fu pieno di tali visioni dei due regni misteriosi, pei quali viaggiò sempre più volentieri la puerile fantasia di quegli uomini sui quali stamparono un così vivo suggello tutte le più strane invenzioni della mitologia cristiana. Si ebbero così visioni di ogni maniera: da quella di Santa Perpetua a quelle di San Macario, di San Wettino, del soldato di cui narra Gregorio Magno, del cavaliere di cui scrive Beda, e di altri non pochi (12). Ma col progredire dei tempi, anche le visioni, allontanandosi dal carattere puramente ascetico, subirono l'impronta del medioevo, si vestirono di forme poetiche e cavalleresche. La stessa visione di San Paolo formò argomento di un poema attribuito a Adamo de Ros (13), dove l'apostolo è diventato barone (14). Per servire forse ad uno scopo politico si elaborò la leggenda di
   (1) Cf. Wesselofshy, Novella della figlia del re dì Dacia, Prefazione, pag. XXXI e seg.
   (2) Cf. D'Ancona, La Rappresent. di Santa Uliva.
   (3) Cf. Mussafia, Ueber eine itulienische metrische Darstellung der Crescentiasage, Wien, 1806.
   (4) Cf. D'Ancona, Sacre Rappr., III.
   (5) Ivi.
   (6) 11 signor Wesselofsky cita un lavoro di Zacher, Die Histoire v. d. Pfalzgràfin Genovefa.
   (7) Cf. la Prefazione di Guessard al Macaire, Chans. de Geste, Paris 1866.
   (8) Scrit+o, come crede il Le Clerc, da Filippo di Beaumanoir signore di Rèmi. Cf. Wessrtofsky, op. cit., p. 58-59. Sul romanzo cf. D'Ancona, op. cit.; Hist. Littér. XXII, 867.
   (9) Per tutto questo e per altre notizie particolareggiate cf. Mussafia, Wesselofsky e D'Ancona, opp. citt.
   (10) Cf. Littré, Hist.de la Langue Frane., II, 170 segg. Alcuni credono che invece di Gregorio Magno si tratti di Gregorio VII. Cf. Greith,Spicilegium Vatic. 157. — Per lo svolgimento della leggenda cf. D'Ancona, La Leggenda di Vergogna(Cur. Letter., Disp. XCIX).
   (11) Citiamo, come esempi, la Leggenda del legno della Croce, illustr. dal prof. Mussafia (Atti dell'Accad. di Vienna, 1870); La Leggenda di Sant'Albano, illustr. dal professor D'Ancona (Cur. Lett.., Disp. LVII); la Leggenda del Pellegrino (D'Ancona , Rappr. sacre, III, 415, 435, 465).
   (12) Ci. Ozanam, Dante e la Filos. catiol. nel XIII secolo, pag. 304-318 (trad. ital.); alari Antiche leggende e tradiz. che illustr. la Div. Comm., pag. XXIX segg. Ved. pure
   un articolo di Labitte, La Divine Comédie avant Dante, nella Révue des Deuac Mondes, 1842; e Delepierre, Livre des Visions. Anche la letter. ebraica med. ebbe le sue visioni, su di che cf. un recentissimo scritto del prof. De Benedetti, Storia di Rabbi Giosuè, ecc.
   (13) Fu pub. da Ozanam, op. cit. Sembra che derivi da una leggen la latina, Visio Sancti Pauli de poenis purgatomi. Cf. De la Rue, Essais historiques, III.
   (14) Sempre saint Poi le ber, e i dodici apostoli sono chiamati les dozc pers (v. 252); Bautoli. Letteratura italiana. 35