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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

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a cura di Federico Adamoli

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   la prosa.
   269
   Dall'antichità ai grandi personaggi del medioevo: Attila da una parte, il ter-rib le llagello di Dio; dall'altra,
   Arthur le bon roi de Bretaigne.
   Intorno ad Attila più leggende si formano: quella dell'entusiasmo tra le popolazioni germaniche, quella dell'odio fra le latine (1); e l'una e l'altra si rimescola nvadendo tutta l'Europa, filtrando nella storia quasi d'ogni città, nei canti del popolo e in quelli dei letterati. Che dire di Artù e degli eroi del suo ciclo? Dall'Inghilterra e dalla Bretagna la leggenda si avanza, si distende, si ramifica: un troverò normanno nel XII secolo mette in versi francesi le tradizioni popolari di Arturo; altri cantano di Lancillotto, di Tristano, di Ginevra, di Isotta (2). Più larga ancora, più diffusa di quella della Tavola Rotonda, è la leggenda di Carlomagno (3), destinata dopo tante vicende alla gloria di essere immortalata nei versi del più grande poeta italiano del XVI secolo.
   Ma non bastavano cinque o sei eroi alla fantasia medievale. Accanto alle grandi leggende, altre minori ne pullulavano da ogni parte. E qui il fenomeno che si presenta è tanto più degno di attenzione, in quanto che, se può essere agevole di intendere come dei grandi personaggi ricordati si formassero e si diffondessero dovunque le tradizioni poetiche, legate per vincoli così stretti alla storia nazionale dei popoli europei, parte della loro vita, delle loro memorie, delle loro speranze, p. i difficile è il rendersi conto come di persone e di fatti di pochissima importanza accadesse lo stesso : come per esempio un apologo nato in Asia facesse il giro di tutta l Europa. Questo fatto ci è prova delle relazioni letterarie che esistevano tra le varie genti europee ; ci è prova di una unità intellettuale che nessuno avrebbe creduta possibile nell'epoca del massimo disgregamento politico che registri la storia. D'etro un numero infinito di varietà sta nascosto il genere uniforme; nel momento storico in cui, sotto un punto di vista, regna sovrana l'individualità, si manifesta pure una uniformità di concepimenti dove l'individuo è assorbito per forza di attrazione, e ci apparisce una legge che costringe tutti a obbedirle.
   Quanto più progrediranno gli studi comparativi tra le varie tradizioni e le vai .e letterature, tanto meglio apparirà come non ci sieno mai fenomeni isolati,
   (1) Cf. Thierry, Eist. d'Attila. —D'Ancona, Attila Flagellum Dei. — Bossert, La Lit-térat. Allemande au Moyen Age. — « Tra le genti barbariche si manteneva e si ampliava quella celebrazione delle sue gesta che in rozzi versi si era fatta ai suoi trionfi , ai suoi conviti, dinanzi al suo feretro; e gli Scandinavi cantarono come eroe nazionale Atti; gli Anglo-Sassoni dissero le glorie di Atta, ed i Germani a lor volta quelle di Etzel. Cosi
   Atla-mal e ì'Atla-Quida nonchèla Volsunga-saga e la Niflunga-saga, trasmettevano la sua memoria nella estrema Europa, e il Biterolf e VEtzels Eofthaltung ed altri canti del-Heldenbuch e sovrattutto i Niebelungen la tenevano desta in Germania, intanto che lo stesso ufficio compievano fra le popolazioni franche il Canto d'Ildebrando, e fra quelle visigotiche il poema di Waltarius. » — « La fantasia latina attribuì ad Attila tutte le ro-„ vme d, cui era sparso ed ingombro il suolo delle antiche Provincie romane, lo accagionò d'ogri fatto delittuoso e d' ogni eccidio. » Così scrive il prof. D'Ancona nel suo più volte citato lavoro su Attila (X, XI), dove sono raccolte molte notizie importanti, e dove l'argomento e svolto con quell' acume e quella dottrina che distinguono tutti gli scritti del nostro dotto amico.
   (2) Ved. indietro, pag. 218. _
   (3) Ved. per la diffusione della leggenda l'opera già molte volte citata del signor G. Paria. E ved. anche i bei lavori del signor Pio Rajna, La Rotta di Roncisvalle nella Letteratura Cavalleresca Italiana; la Leggenda della gioventù di Carlo Magno nel Cod. XIII fr. di Venezia (Riv. Filul. Letter., II, 2-3) ; e le Ricerche intorno ai Reali di Francia (Collez. di opere ined. o rare della R. Comm. t. di l.J.