la prosa.
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invece si ribella alle superstizioni popolari (1). Egli stesso si è fatto osservatore della natura per ragione di studio (2), e se sbaglia nelle sue illazioni, noi potremo facilmente perdonarglielo riflettendo all'età in cui visse. Ma molte volte le sue osservazioni lo conducono a scoperte che i secoli avvenire confermeranno, e per le quali alni compete un posto distinto nella storia delle scienze (3); come altre volte lascia ricordo di cose che daranno argomento di studio agli archeologi (4), ai fisici, agli astronomi. Non è fatto di poca importanza il trovare questo trattato scientifico tra le primissime prose della nostra letteratura, e scritto con >< frasi e conducimene di periodo da sembrare composto nell'epoca migliore del trecento » (5). Ciò prova quanto l'uso della nuova lingua fosse già antico, e come fosse giunto a competere col latino, non solo nelle opere storiche e biografiche (6), ma anche nelle scientifiche. Di più, si cominciavano a scrivere in volgare anche gli statuti_(7). E meglio poi la prosa italiana affermava la propria esistenza nella novella.
Che cosa è dessa? Prima di parlare del fenomeno speciale che presenta in questo .enere la letteratura italiana, è indispensabile che ci tratteniamo un momento sopra un altro fenomeno, e di maggiore importanza, quale è quello della letteratura leggendaria popolare del medio evo.
È uu bisogno dell' animo umano cosi il canto come il racconto, l'effusione del sentimento, come la storia dei fatti, la lirica come l'epica. Confuse dapprima, esse tendono poi a separarsi, ognuna prende il suo luogo: e dal lento ed inconsciente lavoro che va operandosi in seno di un popolo, dalla saga, esce il canto, la leggenda, e presso certe nazioni, l'epopea. La saga è uno dei prodotti più spontanei, uno dei bisogni più vivi dell'uomo, nei momenti storici in cui domina l'immaginazione. Intorno alla vita del santo e dell'eroe si accumulano nuovi fatti, che la fantasia, che l'affetto, che le passioni trasformano e abbellisqono, che la tradizione trasmette di bocca in bocca e di secolo in secolo.
Al primo nucleo, nuovi e nuovi strati vanno aggregandosi, a seconda dei climi, dei luoghi, delle credenze, diversi: è un lavoro ingente che si fa, giù nei più profondi gorghi sociali, e che alla superficie passa inosservato; è lo svolgimento spontaneo, necessario, continuo di un fatto che va acquistando un organismo suo proprio; è l'immaginazione popolare abbandonata tutta a sè stessa, che va fabbricandosi i
wienti, e delle loro significazioni, e dell'operazioni, e de' loro effetti. — Yed. pure il Lib. IV, il Lib. VII ed altrove. — Ciò non può fare meraviglia. Anche Dante crede all'influenza degli astri, come è chiaro dai versi del XXII c. del Parad. « 0 gloriose stelle » ecc., ed anche da quelli del XVI del Purg.
(1) Discorrendo delle macchie della luna egli scrive: «tal dice che vi vede uomo im-p ccato, e tal dice che vi vede due che si tegnono per li capelli, e tal dice che vi vede uno uomo c'hae la scure in mano, e tai dicono che vi vedieno Caino e Abel; e fu tale che disse che vi vedeva uno toro, e tale uno cavallo, e tale una cosa e tale un' altra, come uomini fuore di conoscenza » (III, 8). Pgn. coi versi di Dante del li del Paradiso.
(2) « E già avemo trovato e cavato, quasi a somma una grandissima montagna, di molte balie ossa di pesce » ecc. « E già semo issuti in uno grande monte ecc. » (VI, 8). Ved. pure dove parla delle comete (VII, 5), e in altri luoghi.
(3) Ved. ad es., quello ch'egli scrive della scintillazione delle stelle, e la relativa nota del signor Narducci.
(4) Per il capitolo delle Vasa antiche (Vili, 4) che si facevano in Arezzo.
(5) Cf. Fontani, in Atti della Crusca, I, 191-203. — Ved. pure su Ristoro, uno scritto del prof. Comparetti, Intorno all'opera sulla Composizione del mondo, ecc., Pisa 1839.
(6) Alludiamo alla Vita di Ezzelino, scritta da Pietro Gerardo padovano, intorno alla quale cf. Fontanini, Bibliot., II, 279-80, nota di Ap. Zeno.
(7) Ved. Capitoli della Compagnia della Madonna d'Orsammichele pubblicati dal mio egregi amico Del Prete, Lucca, Guidotti, 1859; e il Libro degli ordinamenti della Compagnia di S. Maria del Carmino, nella Scelta di Curios., Disp. 89.