la prosa. 271
Dello scrittore non si hanno notizie. La famiglia Malespini fu molto antica a Firenze (1); ma di un individuo di essa che si chiamasse Ricordano, non è stato trovato fm qui documento alcuno (2). Quello che intorno ad esso si è scritto, non è che congetturale, uè regge ad una critica severa (3). Il manoscritto più antico della cronaca ò della seconda metà del XIV secolo (1). Ricordano si dà pensiero di raccontarci come gli venisse idea di scrivere la sua cronaca: egli era in Roma, in casa dei Capocci suoi parenti l'anno 1200 (5); e quivi da un Fiorello di Liello Capocci ebbe alcune antiche scritture, che a Fiorello aveano date « i suoi antecessori al tempo ch'i Romani disfeciono Fiesole, perocché v'ebbe uno di loro, il quale si dilettò molto (li scrivere e di cose di strologia e di simili cose, e con suoi occhi vidde la prima posta della città di Fiorenza, e questo sopra detto valente gentile uomo ebbe nome Marco Capocci di Roma. Poi al tempo di Carlo Magno fue uno nobilissimo uomo di Roma, il quale fue della schiatta de'Capocci, ed ebbe nome Africo Capocci, il quale trovando in casa loro a Roma le sopra dette scritture, si seguitò lo scrivere de'fatti di Fiorenza e di Fiesole, e di molte cose e storie antiche » (6). Su queste scritture compilate al tempo antico di Roma ed al tempo di Carlo Magno, Ricordano compose la sua storia. Un simile racconto fu già giudicato per una favola, tante sono le cose assurde e, contradittorie. In esso è evidente lo scopo di esaltare la propria famiglia: « Il detto Ricordano fu nobile cittadino di Fiorenza, venuto ab antico da Roma ... Io Ricordano sopra detto fui per femmina, ciò è l'avola mia, della detta casa de'Capocci » (1) E questi Capocci ebbero oltre la nobiltà, anche la sapienza: uno di essi dettava istoria quando i Romani disfacevano Fiesole (8); un altro, quando imperava Carlo Magno! La novella non ha molta importanza in sè stessa; ma l'importanza le viene dal fatto che su queste scritture che non possono essere mai esistite, dice il cronista di fondarsi; ch'egli dice di averle avute e lette, quando fu a Roma; e che a Roma apparisce di essere stato « dal di 2 d'Agosto anni 1200 infino al di 11 d'Aprile anni 1209 » (9), cioè, se il 1200 non è un errore dei copisti, quando non poteva avere che dieci o quindici anni, anche supponendo chi' sia morto più che nonagenario (10). La menzogna domina evidente-
dice: In prima un nostro cotal concetto dell'opera di Ricordano, finché d'alcuna cosa non ci siamo interamente accertati, non ci aggrada di palesare ; ma bene speriamo
con opportunità di poterlo fare assai tosto......Io sospetto dunque che il concetto del
Salviati che nel voi. II l'appella storia di tempo dubbio, convenga con l'opinione registrata in questi spogli. »
(1) Cf. Follini, Not. della Fam. Malespini.
(2) Ivi. Anzi crediamo che nessun personaggio fiorentino avesse mai un tal nome. Di qui nacque in alcuni il sospetto che invece di Ricordano avesse a leggersi Ricordi di Dino. Ma il frequente: Io Ricordano?
(3) Busson, cp. cit., pag. 5-8.
(4) Follini, Prefazione ; Busson, op. cit.
(5) Cosi è scritto nel Cod. Strozziano, che è il più antico (Cf. Follini, Pref.)-, e cosi pure negli altri posteriori. Un solo Cod. ha 12 ... . Segno che o il 1200 sembrò al copista impossibile, o ch'egli non seppe leggere i numeri. Ma è più probabile la prima ipotesi
(6; Cap. XL. ed. Foli.
(7) Cap. XL, XLI.
(8) Era forse colui che narrava che la regina Belisea, moglie di Catilina, andò alla messa nella Canonica di Fiesole la mattina della Pasqua di Pentecoste? oppure clic la Chiesa di san Pietro fu fondata al tempo di Ottaviano Cesare Augusto?
(9) Cap. XLI.
(10) Cf. nell'ed. Foli, la nota 10 al cap. CCXXI, pag. 376-77. — Se vera la supposizione di Busson che la Cronaca sia stata composta tra il 1293 e il 1299, ò chiaro che nel 1200 Ricordano non era nato.