la prosa. 269
spini dovesse da questa sua aggiunta essere o mutata o cancellata o trasposta. Quale religioso rispetto pel testo malespiniano! Ecco qualche altro esempio:
Malespini (Cap. CCXVIII). i . . . anche si foce privilegiare alla Chiesa la Contea di Romagna, e la città di Bologna a Rido'fo te dei Romani: e'1 detto Ridolfo il fece per cagione ch'egli era caduto in ammenda alla Chiesa, perch'egli non avea attenuto la promessa fitta a Papa Gregorio decimo di passare in Talia per fornire il passaggio d'oltremare, come a drieto dicemmo: e incontamente ne fece conte per la Chiesa messer Bertoldo degli Orsini suo nipote, e trasse la signoria di mano al conte Guido da Montefelti o, il quale tirannescamente se la tenava.
Villani (Lib. VII, M).
« Ancora il Papa fece privilegiare alla Chiesa la contea di Romagna, et la città di Bologna a Ridolfo re dei Romani, per cagione ch'era caduto in amenda della promessa ch'avea fatta a Papa Gregorio, al concilio a Leone, quando il confermò, cioè di passare in Italia, per fornire il passaggio d'oltremare, come dicemo adietro, la qual cosa non aveva fatta per altre sue novità et guerre et imprese d'Alemagna; nè questa datione di privilegiare alla Chiesa la contea di Romagna et la città di Bologna, nè potea nè dovea fare di ragione, in tra le altre cagioni perche il detto Ridolfo non era pervenuto alla benedizione imperi ile ; ma quello ch'e* clierici prendono, tardi sanno rendere'. Incontamente che'l detto Papa ebbe privilegio di Romagna, si ne fece conte per la Chiesa messer Bertoldo delli Orsini di Roma, suo nipote .... e ciò fece per torre la signoria di mano al conte di Montefeltro, il quale tirannescamente la si tenea » ecc.
Qui pure accade lo stesso: il Villani copia, ma inserisce in mezzo al suo autore parole, frasi, incisi che lo completano. Anzi alcune volte egli fa qualche cosa di più: trova ad esempio nel Malespini: « il re Carlo di sua bocca volle fare la risposta, e disse in sua lingua, in francesco, le quali parole in nostro volgare venne a dire o io metterò oggi lui in ninferno, o egli metterà me in paradiso, ciò è, io non voglio altro che battaglia, o io ucciderò lui oggi o egli me» (cap. 186). Che fa il Villani? Copia, ma traduce in francese le parole di Re Carlo: « lo re Carlo di sua bocca volle respondere alli ambasciadori, e disse in sua lingua francesca: alles i dit moi a le Sultain de Nocera, oggi meterai lui en enfern o il metra moi en paradis (1), ciò è a dire, io non voglio altro che la battaglia, o io ucciderò lui o egli me » (Lib. VII, cap. 5). Non è questo un metodo ben singolare? E la cosa si ripete in più luoghi. Tengasi dietro ai seguenti raffronti:
Malespini (Cap. in).
« Lo Re Carlo deliberò di combattere, e disse con alta boce a' suoi cavalieri che ciascuno s'ap-pareccl iasse e armasse ad andare alla battaglia,
e eos. in poco d'ora ordinò tre schiere ».....
a ... da alquanti baroni fue pregato che gli facesse fare onore alla sepoltura. Rispose il Re e disse: si farei volentieri se non fosse scomunicato; e per quello non volle fosse recato in luogo sacro ti ... . (ivi).
Villani (Lib. VI, 8).
« Udendo ciò lo Re Carlo prese il suo consiglio , per la grande volontà ch'aveva del combattere, e disse con alta voce a* suoi cavalieri: venu est le jors qe nosavons tant disiré, e fece sonare le trombe, e comandò che ogni uomo s'armasse ed apparecchiasse alla battaglia, cosi et in poco d'ora fu fatto suo comandamento, et ordinò tre schiere. » * Lo Re Carlo per alquanti suoi baroni fu pregato che gli facesse fare onore alla sepoltura Rispose lo Re: sì fereis ie voluntiers, s'il nefuist scomune ; ma perchè era scomunicato, non volle lo Re Carlo che fosse recato in luogo sacro » .... (VI, 9).
Il medesimo succede in altri luoghi. Questa copia corretta del Malespini diventa poi una cosa inconcepibile davanti al fatto seguente. Il Villani cita alcuna delle sue
(1) Cosi nella ediz. di Venezia, Giunti 1550. Sui Codd. si troverebbe certo da correggere queste parole; ma ciò non interessa ora allo scopo nostro. Quali sono, mostrano che in francese le scrisse il Villani.