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capitolo l'NdF.clmo.
spini, trovò la sua frequente dipendenza dalla Cronaca di Martino di Troppau (1), (Martini Poloni Chronicon Romanorum Pontiflcum et Imperalorum). 11 signor Scheffer-Boichorst fece un passo più oltre, e pose a raffronto Martino, il Malespini e il Villani. Quale fu il risultato dei suoi riscontri ? Diciamolo subito colle sue stesse parole. Egli nota la più intima affinità tra il Malespini e Martino, come tra il Villani e Martino; nota che il Malespini non ha presa la più piccola cosa dall'opera di Martino, la quale manchi al Villani; che anzi vi ò più esatta concordanza tra Martino e il Villani che non tra Martino e il Malespini (2).
Né questo accade solo per la Cronaca di Martino di Troppau. Un'altra fonte del Malespini e del Villani sono le Gesta Florentinorum. e per esse pure si osserva che al Villani non manca nessuna notizia che dalle Gesta abbia preso il Malespini, ma che anzi esso Villani colle Gesta supplì alcune cose all'altro mancanti.
Il fenomeno medesimo si presenta nella vita di san Giovanni Gualberto, nel Libro del conquisto d'oltremare, nelle Grandes Chroniques de France, fonti adoperate dai due scrittori; il Villani è sempre più vicino alla fonte, mentre al Malespini non manca mai la più piccola cosa che sia nel Villani. Ma dunque, come è possibile che il Villani copiando il Malespini concordi colle fonti più di lui? Dunque quelle font egli le adoperò indipendentemente? E come potè per l'appunto scegliere le fonti medesime, tener dietro ad esse, e nonostante copiare parola a parola il Malespini? Bisognerebbe supporre che il caso gli avesse posti tra mano i medesimi autori, e che egli poi avesse fatto un paragone tra essi e il lavoro del Malespini, copiando questo, ma non tralasciando mai di correggerlo dove occorreva, ed aggiungendo quello che gli sembrasse opportuno: aggiungendo anche per dare un senso alle parole del Malespini. Per esempio, ecco due brevi tratti:
Malespini (Cap. XLIVII).
« Questi (Ottone) abbattè molto le forze de' tiranni, e al suo tempo assai dei suoi baroni rimasero signori in Toscana e in Lombardia, e uno dei quali fue principio de' Conti Guidi, il quale ebbe nome Guido, che fue de' suoi baroni della Magna venuto con lui : egli il fece Conte Palatino e diegli il contado di Modigliana, in Romagna, insino che furono cacciati da Ravenna e tutti morti dal popolo di Ravenna » ecc.
Villani (Lib. IV, I).
. . . . che'l fece Conte Palatino, e diegl. il contado di Modigliana in Romagna, c poi i suoi descendenti furo quasi signori di tutta Eomaqna, insino che furono cacciati di Ravenna e Cuti morti dal popolo di Ravenna » ecc.
Il Villani copiando letteralmente si sarebbe data la briga di inserire in mezzo al periodo del Malespini alcune parole che lo rendessero più chiaro, anzi che gli dessero un senso, ma badando però scrupolosamente che nessuna parola del Male-
(1) Cf. op. cit. pag. 11-29. — Ma il primo ad avvertire questa dipendenza fu il Fol-lini, il quale pubblicando a Firenze, nel 1816, la Storia Fiorentina di R. M., in una nota a pag. 205 scriveva: \< Da questa Cronaca latina si vede che il Malespini ha tolta la materia della antica storia, parafrasandola e traducendola spesso servilmente ». Di ciò Si occuparono pure il Pertz (Archiv der Gesellschaft, V, 192) ed il Ciampi (Bibliografia Critica, pag. 325). Ved. pure nella Memoria del signor Capasso, indietro citata, la nota 2 a pag. 47.
(2) Citiamo, come esempio, il seguente brano:
Martino Polono.
Sed post ad papam in Lombar-diam veniens, nudis pedihus ìu-per nivem et glaciem pluribus diebus stans, vis absolutionem impetra vit.
Malespini.
Ma poi il detto impcradore venne alla misericordia del detto papa, e venne a piedi scalzi, su per la neve a penitenza e in sul ghiaccio, e infine gli perdonò.
Villani.
Ma poi vegnendo il deft > itn-peradore in Lombardia alla misericordia del detto papa, per molti di, a piedi scalzi, in sulla neve e in sul ghiaccio, appena gli fu perdonato.
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