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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

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a cura di Federico Adamoli

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   la prosa. 259
   paragrafo se non vogliansi riconoscere due interpolazioni, si troveranno due errori.... il luogo ed il giorno. Benissimo può stare l'interpolazione, avendo potuto il copista scrivere Roma invece di Viterbo;... come pure ha potuto errare nel leggere ii giorno, interpetrando la domenica in Albis per la domenica delle Palme » (1).
   Ma altri, e molto più gravi, sono gli errori dei Diurnali, quelli cioè che. riguardano fatti, ai quali lo scrittore asserisce di avere assistito. Per es., Matteo racconta che il giorno di S. Pietro (29 giugno 1253) il papa Innocenzo IV entrava in Napoli; ed egli trovandosi allora a Barletta, andò a Napoli apposta, e vi giunse >1 20 luglio, e vide molte persone, ed osservò molti fatti che minutamente descrive. Or chi non crederebbe, nota il signor Capasso (2), alla esattezza ed alla veracità di fatti raccontati con tante particolarità da un testimone oculare1? Eppure essi sono smentiti apertamente dalle testimonianze di cronache e documenti contempo-rane; e più autorevoli. Un'altra volta racconta che egli trovavasi a Napoli, quando vi giunse il re Carlo, reduce da Roma, il quale, nel dì 1.° di novembre 1267, fece ctiiamare tutti i baroni e sindaci delle terre demaniali a parlamento per il giorno di Santa Caterina (25 novembre), e che il giorno dopo, egli, Matteo, se ne ritornò a Giovenazzo. E tutto questo è pure falso ed immaginario (3). Un' altra volta ancora, Matteo riferisce molto prolissamente e coi più minuti particolari una spedi-'ziope di Crociati sotto il conte Roberto di Fiandra contro Manfredi avvenuta nel 1261. Ancora qui Matteo stesso assiste al fatto: egli è uno dei combattenti dalla parte del re; parla della marcia, della battaglia, di un consiglio di guerra; linai-mente ritorna r casa quando i nemici si sono allontanati. Ebbene? Questa spedizione non ha inai avuto luogo, ed è tutta un parto della fantasia di Matteo (4).
   Potremmo citare molti altri fatti simili; potremmo ricordare quella terra di San Bartolomeo in Guado dove nel 1265 è detto che ebbero una rotta i Saraceni, e che invece non ebbe origine che nel 1327 (5); quella festa di Santa Maria della Neve, che fu istituita solamente nel secolo XIV; potremmo riferire tutto quello che nei Diurnali ha notato il signor Capasso come contrario al carattere dei secolo XIII (6); ma ci sembra superfluo allo scopo nostro. Per noi basta il detto fin qui a stabilire che il lavoro attribuito allo Spinelli è una falsificazione di tempi posteriori, e che per conseguenza di esso non deve occuparsi la storia letteraria. Possiamo affliggerci di un tal fatto, ma dobbiamo rassegnarci davanti alla evidenza colla quale esso si impone al nostro più spassionato giudizio.
   Se dunque dobbiamo cancellare il nome dello Spinelli, potremo almeno cominciare con quello di Ricordano Malespini? Per esso pure la critica odierna solleva dubbi non pochi. Un accurato studio di un tedesco (7) su questo scrittore, diede ad un altro tedesco occasione di più minute ricerche, lo quali lo condussero a ritenere che la Cronaca di Ricordano fosse anch' essa una falsificazione (8). È noto come lunghissimi tratti del Malespini si ritrovino nel Villani, e fin qui fu detto averli quest' ultimo copiati dal primo. Ricercando ora il signor Busson le fonti del Male-
   (1) Minieri Riccio 133.
   (2) Vedi, pag. 38, 39, 40, 41.
   (3) Cf. Capasso, 46 e segg.
   (4) Cf. Bernhardi, 18 — Ad esso rispose il signor Minieri Riccio, sostenendo la verità delle cose narrate nei Diurnali (pag. 81-86). Ma al Minieri Riccio ha risposto ora vittoriosamente il signor Capasso (pag. 50-54).
   (5) Capasso, 60.
   (6) Pag. 55 e seg.
   (7) Die florentinische Gcschichte der Malespini und deren Benutzung durch Dante von Dott. A. Busson. — Innsbruch 1869.
   (8) Die florentinische Geschichte der Malespini eine Fàlschung, von P. Scheffer-Boichorst. — Memoria inserita nella Ihstorische Zeitschrift di Sì/bel, 1870 , 8.° p. 283-313.