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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

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a cura di Federico Adamoli

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   258 capitolo l'NdF.clmo.
   nulla ebbe a soffrire nella disfatta di Vittoria» (1). A quattro che attestano concordemente un fatto, metter di fronte duo che di quel fatto non parlano, e dir poi che dal silenzio di questi due si rileva che quei quattro dissero il falso, ci sembra per lo meno abbastanza singolare (2).
   Altrove nei Diurnali si legge: «L'anno 1255 li Cardinali, ch'erano stati in discordia un anno e mese, crearono Papa Alessandro IV d'Anagne ». Ora è noto che Alessandro IV fu eletto nel 1251, dopo soli quattro giorni di vacanza H). 1 difensori dello Spinelli dissero: è una interpolazione; il Minieri Riccio aggiunge che i copisti (i soliti rei copisti) dove era scritto nu iuorno et mezo, cambiarono un anno e mese. Ma che tali ipotesi sieno contrarie ad ogni verità si ricava dal testo stesso dei Diurnali, dove si legge che i napoletani fermarono Giacomo Savellì e Brantlino Orsini colla loro gente perchè potessero difendersi, finché si faceva l'altro papa. Ora, come osserva il signor Capasso, un giorno e mezzo, ed anche, se cosi vuols qualche settimana, non è per fermo un tempo sufficiente perchè si avessero potuto fermare i patti tra la città di Napoli e quei condottieri, i quali per attestato dello stesso Matteo si trovavano allora nella Puglia. Bisogna dunque ritenere il testo com'è volgarmente nei manoscritti, se non si vuole far cadere Matteo in contraddizione con sè stesso (4). E ritenendolo tale, bisogna convenire col Bernhardi che nessun contemporaneo poteva cadere in un errore tanto notevole, specialmente considerando l'importanza che aveva per il Regno di Napoli l'elezione del papa, ed ancora che colui il quale è detto che scrivesse i Diurnali era vicino al luogo degl avvenimenti, e ad essi tanto s'interessava da redigerne un giornale (5).
   Sono moltissimi i luoghi dove lo stesso valoroso difensore dello Spinelli è costretto a ricorrere alle interpolazioni, alla erronea fattura dei copisti, alla mancanza di parole consumate dall'umido o dal tempo e via discorrendo. Per es, n un luogo i Diurnali dicono che Carlo d'Angiò, dopo la battaglia di Benevento part' da questa città il giorno di S. Mattia, 24 febbrajo; mentre si sa che la battaglia non accadde che il 26 febbrajo. Ebbene? Ci mancano alcune parole. «Dove dice Lo iuorno de sanio Mattia, dovea stare indubitatamente Lo iuorno appriesso la festa des Santo Mattia, ovvero Lo iuorno in la ottava de Santo Mattia » (6). In altro luogo i Diurnali dicono che fu mandato giustiziere in Bari un Ranieri de'Buondelmon* fiorentino; mentre da documenti autentici risulta che in quel tempo il giustiziere era Pandolfo di Fasanella. Ebbene % Il Buondelmonti sarà stato Vice-Giustiziere, e « per errore del copista o anche per distrazione o negligenza dello stesso Spinelli è detto Giustiziere » (7). Altrove narrano i Diurnali che il re Carlo la domenica delle Paline del 1200 riceve a Roma dal papaia Rosa d'oro; mentre da documenti incontrovertibili risulta che in quel giorno Carlo non era a Roma (8). Ebbene? « In questo
   (1) Pag. 52.
   (2) E ciò ha formato argomento di un severo articolo nella Historische Zeitschrift ó. Sybel, 1872, Herstes Heft, pag. 200-205; dove, tra altre cose, si rimprovera al Minieri Riccio di aver taciuto che una quinta e solenne testimonianza della morte di Taddeo nel 1243 si trova nella lettera che il Comune di Parma indirizzò al Podestà di Milano dopo la presa di Vittoria, e che fu stampata anche da Huillard-Bréholles.
   (3) C1'. Bernhardi, op. cit, 17.
   (4) Pag. 22.
   (5) Pag. 17.
   (6) Minieri Riccio, op. cit., pag. 86, 87. Vedasi nella memoria del signor Capasso (pagina 43) come, anche ammessa, questa correzione non basta a dimostrare la verità del fatto narrato dal cronista.
   (7) Ivi, 89.
   (8) Cf. Bernhardi, pag. 47-48.