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CAPITOLO l'NDF.ClMO.
Matteo Spinelli da Giovenazzo? Nessun documento del XIII secolo lo ricorda (1); nessuno degli scrittori dei secoli XV e XVI clie si occuparono di Giovenazzo e dei suoi uomini illustri, lo conosce. (2). Anzi lo stesso nome di Spinelli è una supposizione, nata dal trovarsi ricordato dal cronista un Coletta Spinelli suo zio, e dai sapersi che la denominazione « da Giovenazzo » davasi quasi per antonomasia alla famiglia Spinelli (3). Di che età sono Codici conosciuti di questa Cronaca? Sono tutti posteriori all'anno 1550 (4). Quale è il loro contenuto? Qui la risposta dovrà essere un po' più lunga. Già tutti coloro che pubblicarono i Diurnali o che si occuparono di essi ebbero a confessare che trovavansi nei medesimi molti errori cronologici e molti errori di fatti: cosi il Tafuri, che ne mandò una copia al Muratori, la faceva precedere da una sua Censura (5); il Muratori medesimo dubitava intorno ad essi (6) ; uno scrittore del secolo XVIII annunziava che un uomo dottissimo nella storia napoletana avrebbe dimostrato essere « il testo dello Spinelli o una compilazione del secolo aragonese, o almeno dopo tale età essere stato dal latino nel preteso purissimo napoletano trasportato » (7); il Capecelatro nel secolo XVII dichiarava « non essere veri i detti scritti ed essere stati modernamente composti intralciandoli di sogni e favole da fanciulli » (8); il Marchese Sarno li chiamava una sconciatura e prometteva di provarne la fresca nascita (9); De Luj'nes e Pabst erano costretti a sconvolgerne essi, di loro arbitrio, tutta la cronologia (10). Finalmente nel 1868 usciva la memoria, già citata, del Bernhardi, e nel 1S72 quella, pure citata, del Capasso, le quali sembrano su tale argomento definitive, a malgrado delle difese erudite e ingegnose che contro lo scrittore tedesco faceva il signor Mi-nieri Riccio di Napoli (11).
Quali sono le principali ragioni sulle qual si fonda l'opinione che i Diurnali sieno una falsificazione (12)? Prima di tutto l'ordine cronologico, errato da cima a fondo, e tanto errato che è stato necessario cambiarlo quasi sostanzialmente, a quelli
(1) Cf. la dotta Memoria di Bartolommeo Capasso, Sui Diurnali di Matteo da Giovenazzo, Napoli, 1872; pag. 9.
(2) È notabile che uno di tali scrittori, Bisanzio Lupis o Lupone, che scrisse nel 1530 circa, i Memoriali e « che consacra nn capitolo separato a dichiarare quanto anticamente se operaro in littere nostri Iuvenazzesi, e conosce un libretto che trattava delle antiche vicende di Giovenazzo fin dal 1070, non fa' punto motto del nostro cronista. » Capasso, op. cit., 10, 11.
(3) Ivi, 9.
(4) Cf. Bernhardi, Matteo di Giovenazzo, eine Fàlschung des XVI Iahrhunderts, Berlin, 1868 (Cito la traduzione italiana del Prof. Achille Coen), pag. 6.; e Capasso, op cit., 12 e segg.
(5) Cf. in Rer Ital. Script., VII, Censura sopra i Giornali di Matteo Spinelli da Giovenazzo; ed altra Censura del medesimo Tafuri, in Calogerà, Raccolta di Opuscoli, VI.
(6) Cf. Arch. Stor. Ital., N. S., IX, 16.
(7) Cf. Capasso, op. cit., pag. 64, nota.
(8) Ivi, pag. 4.
(9) Ivi, 4-5.
(10) Cf. Commentaire historique et chroaologique sur les Epheraérides iniitulés Diurnali etc.; e Pertz., Monum. Germ., XIX. — Su questi due lavori et. Bernhardi, op. cit,, 7, 8.
(11) I Notarnenti di Matteo Spinelli da Giovenazzo difesi ed illustrati. — Napoli, 1870, voi. di pag. 272.
(12) Avvertiamo che il Bernhardi ritiene e vuol dimostrare autore della falsificazione Angelo di Costanzo, scrittore del secolo XVI; nè, invero, gli argomenti suoi sono pochi, nè deboli. Ma noi su questa parte del suo lavoro non crediamo necessario di entrare, ro-vata la falsità, il nome del falsario non ha che una importanza secondaria.