capito!/) S'OSO.
Cesar qi ceste rnerveille vit prist cuer, et au-trcsint come li lions .... cnsement Cesar . . . hurte chevans des esperons, et pase outre vistc-mant, mes il ot aincois dita ces hommes: pa-sons outre, seignors, ardiernant .... Les le-gyons se metent lues en li ave et pas^ent apres lui. Qant Cesar et li suen furent outre, ot il se vit ou leu ou li Roumain avoient defendu qe nus ne portast armes, il dist: m'ait ci faut l'amor et la pais . . .
Por celo paor acroistre aparurent en terre maint signe et maiutes grans miracles et mer-veilles en avindrent. Car la nuit par nuit oscure mainte estoille qe len n'avoit pas acostumee a veoir, brandons tous ardans voloient par mi l'air Une estolle aparutqe len dame comete .. sii ne doit estre grant mortuaire de gent 011 vraiemant de Roiaume . , . Comete a nome por ce q'ele gete loins rains de llame comr crins .. Leur vii* un ior devers France qe len apcla le char, et corut. tant qe le qei e! cliief de Lombardie .
Quando Cesar ciò vide, immantinente Fedi '1 cavallo al fianco do li sproni, E passò Rubicon più vistamente Ohe s'egli avesse cuor per tre leoni. E disse a' suoi : passate arditamente. Allor passar tutte sue legioni. Poi disse: Ornai non voglio amor nè pace.
Sonvi dipinti i perigliosi segni Che n'apparirò in aire e sopra terra Brandon di fuoco, grandi come legni, Volar per l'aire a signilicar gueria. Una steli i appario c'appar per regni, Clic deon perir e distrugger per ferra. E quella stella si chiama eometta Che raggi come crini ardenti getta, Saette spesso cadean sopra terra. Un segno che nel ciel carro s'appella, Mosse di Francia e cadde in Lombardia.
Cosi è certo che da qualche redazione francese dei fatti di Alessandro, deriva quello che leggesi intorno a questo argomento nel poema ; ma un po' più difficile riesce lo stabilire da quale, per la fretta che ehhe l'autore di abbreviare il suo racconto. Dicasi lo stesso della storia di Troja (1\ e di quella della Tavola Rotonda (2).
(1) La storia di Cesare è narrata in 139 stanze; quella di Troja in 47; quella di Alessandro in 24. Per la storia Trojana si potrebbe supporre che l'autore avesse avuto davanti ii poema di Benoit de Sainte-More. Ecco alcuni brevi raffronti :
Ed évvi tutto come '1 huon Giasone Di Grecia, figlio di Penelopesse, Come mandato fue per Io tosone A vello d'oro, e con lui Ercuiesse. Peleus rege in tradigione, Il vi mandò che fu padre a Achillesse, E Medon sua moglie il fece fare, Con grande compagnia si mise in mare, E Argusso credo le navi facesse.
Tutto v'è, come, per incantamento, Stava il tosone a guardia d'un serpente, Orribil'era, di grande spavento, Veleno e fuoco gettava sovente ; E due feroci buoi grandi d'armento, Che per li anar gittavan fuoco ardente
Et si vos redirai apres Coment Jason et Hercules Par engin et par traison Alerent querre la Toeson, Com Medea par son saveir La lor fist eonquerre et aveir
Argus l'avoit fete et conree, Por Argus fo Argo nomee
Mars i a mis d'arain buos dels,
Parmi les nés et par la boche Getent de lor cors feu ardant
Car uns serpenz qui toz jorz veille
Qui oncques ne dort ne sommeille, ...............
Le regarde da l'autre part,
Car il gete feu et venin, Qui tolt la vie à son veisiti
(2) A dimostrare che il poeta aveva davanti un testo francese, ch'egli seguiva pedantescamente, sarebbero bastati questi versi della strofa 97:
La sua speranza fu sol ne' Franzesi, Que' ch'eran di prodezze forte intesi;
versi che ritroviamo nel testo: « Mes toute la liance de Cesar fu en ceaus de France pour leur ardemant (carta 114 r.). — Egli dovè pure aver letti altri lavori francesi, e di ogni cosa fece suo prò' per inzeppare il poema. Vedi a questo proposito un breve articolo bibliografico del prof. D'Ancona nella Nuova Antologia.