214 CAPITOLO NONO.
Ma ia dubio pur pigliam la più sicura. Ed or m'accordo in questo, Ch'essa fatichi a imprendere altre cose, E quelle lasci stare.
La povera fanciulla è condannata alla più assoluta ignoranza, salvo in un caso solo, ch'ella si voglia monacare. Dalla fanciulla passa il nostro autore alla donzella da marito, nella Parte II: e le fa sul bel principio dire da Verginità
.... Se tu mi vuoi seguire, Potrai con meco all'alto Sir venire.
E per giungere a questo /ilio Sire, le conviene, s'ella è figliuola di re, star sempre nascosta, tanto che le sembr. noja il solo esser veduta, e mostri paura di ogni vista umana. Ma perchè non potrebbe durar lungamente cosi rinchiusa, abbia pur seco una maestra che s'intenda di suono:
E se lo suo intelletto
S'acconciasse a diletto,
Porrà imprendere d'uno
Mezzo cannone o di viola o d'altro
Stormento onesto e bello,
E non pur da giullare, (1)
Ovver d'un'arpa eh'è ben da gran donna.
Se le avviene di uscir colla madre, non saluti alcuno, ma cammini davanti a lei
. . . cortese e soave, Facendo picciol passi e radi e pari.
A lei non si conviene neppure l'andare in chiesa, ma preghi piuttosto m camera sua, e se sa leggere, legga l'Uffizio della Madonna; sia breve però nelle sue orazioni, che
.... Dio non va cercando
Pur romper di ginocchia,
Ma ben save' che va cercando i cori.
Segue poi il poeta dando precetti alle donzelle di minor condizione, e qu 6 una tirata contro certi costumi de'tempi suoi, la quale mostra come tutti i tempi si rassomigliano:
Ma io non so d'onde questo si veglia Ch'egli è venuto un tempo Che quella si tien buona,
(1) Un'altra allusione al
giullare :
Onestamente balli, Non già corno giullare Punto studi in saltare.
Porle I