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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   poesie insegnative e ¦duali. 239
   inorale e civile. Ciascuna delle dodici personificazioni è descritta dall'autore, che tinge le sieno dipinte (1) nella Corte d'Amore: e tra tutte queste descrizioni, noi non sapremmo quale scegliere come migliore (2).
   C'è in tutto il lavoro qualche cosa di convenzionale, di artificioso, di sottile, di dettato, c'è, per dirlo in una parola sola, un continuo provenzalismo d'imitazione. 11 Barberino può essere riavvicinato a Guittone d'Arezzo: ambedue hanno davanti al pensiero l'arte di Provenza come il loro ideale, ma quest'arte essi la vogliono correggere secondo certe idee del loro paese e del loro tempo; vogliono che l'amore caval-eresco degli occitanici prenda qualche cosa dal suolo italiano, diventi dotto e parli un volgare che s'avvicini meglio al latino. Si piacciono di essere astrusi, credendo con ciò d'innalzarsi sopra gli altri poeti: non cercano le ispirazioni, nè al cuore, uè alta natura, ma son contenti di metter le rime alla loro prosa sapiente. Il Barberino m ciò vince il buon frate d'Arezzo: lo vince perchè è posteriore di tempo, e perchè è più dotto di lui. L'aver concepito un trattato come quello dei Documenti, è già segno di tempi e di cultura più avanzati.
   Tutti sanno quanto intorno all'amore scrivessero i provenzali, non liricamente solo, ma anche didascalicamente. Il Barberino però, obbedendo all'uso occitanico, ne toglie occasione a più largo lavoro, e mescola le più svariate cose tra loro. Tutto s insegna in questa Corte d'Amore: da un trattato sui vizi, si passa ad insegnare a modo per essere grato conversando con ciascheduno A), e quali regole sieno da
   (1) Gratitudine ha nome
   La donna che voi dipinta vedete.
   Parte XI, Proemio.
   (2) Per darne un saggio, ecco la Descrizione della Gloria.
   Gloria ci manda Amor, Signor cortese, Per far paleso L'alta allegrezza ch'ave Ciascun ch'è degno di vita soave.
   Guardate sua bellezza, quanto è grande, E come spande Sol dal suo sguardo a nui L'effetto, perchè venne da Costui.
   Ella in un prato ha colti fiori, e tace, Perchè le piace Un boi cantar d'augelli, Che son davanti a lei gentili e belli.
   Età di venticinque anni ha perfetta, Veste ha gialletta, Molti intagli per entro, Che mostran come ell'è giojosa dentro.
   Arbori ed erbe sono in questo prato: A lei da lato Ha cucciolini, e molti Begli animai che di selva son tolti.
   Tutti dimostran lo sommo diletto, Che dire, aspetto, Puote ciascun, che mena Tutta sua vita nobil e serena.
   (3) E ci sono cose assai curiose: se ti trovi con religiosi, parla di Dio; se con tilosoll, parta di moralità; se con giovani, parla di sollazzi: