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capitoi-o nono.
Considerato però nel suo insieme, ò fuori di dubbio che il Tesoretto ci rappresenta una decadenza, come quello che non continua punto le tradizioni popolari dell'arte, le sue ingenue e fervide manifestazioni, i suoi slanci, nè gli stessi suoi difetti; ma trasporta l'arte in un campo tutto artificio e convenzione, e la rende serva alla scienza, cioè a quella che allora era creduta scienza. Quindi tutto quel-l'allegorismo, messo li per isforzarsi di dare una tinta poetica al lavoro; e quindi appunto uno sforzo continuo del pensiero e della parola, una prosa rimata, piena di contorcimenti strani, di oscurità, di freddure. Brunetto non era certo poeta; ma invaghitosi della moda del tempo di mettere in rima ogni cosa, i trattati sugli animali, la pesca, la caccia, Boezio, Aristotile; invaghitosi di porre in mostra la propria dottrina, tentò anch'egli la prova. Nè fu il solo.
Di non molto posteriore a lui, e forse suo discepolo, fu Francesco da Barberino, giureconsulto dotto, il quale a sollievo delle gravi cure della sua professione, scrisse due lavori di poesia insegnativa e morale: i Documenti d'Amore, e Del Reggimento e de'Costumi delle Donne. Incominciamo dall'esame del primo. Amore detta ad Eloquenza, ed i servi d'Amore scrivono, sotto la dettatura di lei, i Documenti.:
Somma virtù del nostro Sire Amore Lo mio intelletto nuovamente accese, Che di ciascun paese
Chiamasse i servi alla sua maggior rocca.
Io che da lui ho la vita e l'onore, Ciò fedelmente ad effetto condussi: Poi tra lor mi ridussi Da quella parte ch'ai suoi minor tocca.
Ed esso ad Eloquenza disse a bocca Tutti li documenti, Che troverem contenti Nel libro qui seguente: Ed essa poi dicente, Scrissen li servi che stavan d'intorno.
Continua un indice de' trattati, in versi; dopo di che si viene a descrivere la Rocca d'Amore, la quale
Ha molti gradi e porte
Dove la gente sua per gradi posa.
Le due che son con lui a questa cosa Solo intromesse sono. L'altre che più giù pono, Tuttor apparecchiate Son, se fosser chiamate, A dar consiglio soccorso o vendetta.
E ciascuna di lor ha scritta e detta Prima ad Amor la parte Che pinta mostro in carte, In capo di ciascuno Capitol che qui pono.
Sono dodici personificazioni, Docilità, Industria, Costanza, Discrezione. Pazienza, Speranza, Prudenza, Gloria, Giustizia, Innocenza, Gratitudine, Eternità, ognuna nelle quali detta i suoi insegnamenti, i suoi precetti, i suoi documenti. Siamo, come ve-desi, in mezzo all'allegoria: anche qui lo scrittore si vale di essa per dare un qualche colore poetico al suo lavoro, che è in sostanza una specie di enciclopedia