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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   POESIE INSEGNATIVE E AIOIULI. 237
   Cosi egli vede
   Sei ricche contesse,
   E genti rade e spesse Che stavano a udire Ciò ch'elle volean dire;
   le quali contesse sembra di rilevar dal Tesoro che sieno la magnificenza, la fidanza la sicurtà, la magnanimità, la pazienza e la costanza. Poco più giù, entra in casa di Giustizia, e vi trova alcune sue discendenti, Larghezza, Cortesia, Leanza, Prodezza, ognuna delle quali dà precetti ad un bel cavaliero
   Come nel suo mistero Si dovesse portare......
   precetti non privi di interesse, ed alcuni anche espressi con qualche eleganza. È grazioso per esempio il commiato che dà Larghezza:
   Ornai t'ho detto assai
   Però ti partirai, E dritto per la via Ne va a Cortesia, E pregai da mia parte Che t'insegni su' arte, Ch'io già non veggio lume Sanza su' buon costume-
   Beilo il consiglio di Cortesia:
   .......nel tuo parlamento
   Abbi provvedimento, Non sie troppo parlante,
   E pensati davante Quello che dir vorrai: Chè non ritorna mai La parola ch'è detta,
   Siccome la saetta Che va e non ritorna.....
   Più bello ancora il precetto di Prodezza:
   E guardati ognora
   Che tu non faccie ingiuria Nè forza a uom vivente;
   Quanto se' più potente, Cotanto più ti guarda;
   Che la gente non tarda Di portar mala boce
   A uom che sempre noce. Di tanto ti conforto
   Che se t'è fatto torto, Arditamente e bene La tua ragion mantene