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l/Image du Monde, libro popolarissimo nel medioevo, ci rappresenta gli errori le l'avole, le puerili credenze di quella età; ma insieme c'è in esso qualche cosa meno di teologia e di asceticismo che nelle altre enciclopedie: è lavoro destinato ai laici, e scritto da un laico probabilmente. La scienza comincia ad uscire dai chiostri, condizione prima perchè possa progredire. Ed il progresso ci apparisce infatti nell'opera di un italiano.
Brunetto Latini compone il Tesoro, scrivendolo in francese, per le ragioni ch'egli medesimo ne adduce. Anche questo Tesoro è, come le altre enciclopedie del tempo, una raccolta di brani tratti da ^litichi scrittori. Isidoro di Siviglia, Solino, Palladio, Albertano da Brescia, Cicerone ed altri, forniscono al fiorentino i materiali per il suo ingente lavoro (1). Egli però tratta la sua materia con molta più indipendenza degli altri, e se può esser lecita la parola, con più critica: è più sobrio, e più largo, segue meno le tradizioni e più il proprio giudizio. È un laico, è un dotto, è qualche volta uno scettico quegli che scrive, ed è poi il cittadino di una gloriosa repubblica.
Si prendono le mosse, naturalmente, dalla creazione, ma si trascorre con rapidità su di essa; e in quello stesso argomento si frammettono alcuni capitoli sull'anima, sulla memoria, sulla ragione (2), i quali sieno pure traduzione di scritture latine (3), attesteranno sempre in Brunetto ch'egli sapeva scegliere e disporre la propria materia secondo un concetto razionale. Dalle origini del mondo, passeremo alla storia del vecchio e del nuovo Testamento; ma ad essa farà seguito quella di Babilonia, di Egitto, di Grecia, di Troja, o lo scrittore si fermerà con compiacenza a narrare come Enea giungesse in Italia, discorrerà delle origini di Roma, facendo sapere la verità della favola della lupa che molte storie dicono allattasse Romolo e Remo (4); ricorderà la gloria di Giustiniano di aver fatto redigere le leggi de Code et de Digeste (5), racconterà le guerre di Carlomagno e de' Longobardi, e come poi Vempire de Rome revìnt as Ytaliens (6); dirà di Federico II ch'egli era hom de haut ruer sur tous hommes.... merveilleusement sages et artHleus et trop) men lettres (7). In verità noi qui non siamo più davanti ad una di quelle compila-
(1) Le sorgenti del Tesoro furono profondamente e largamente studiate dal signor Thor Sundby, nell'opera Brunetto Latinos Levnet og Shrif'ter, Kjobenhavn, 1869, ed ecco sommariamente i resultati dei suoi studii. La teologia e cosmologia derivano nella massima parte dalle due opere di Isidoro, Sententiae e Origines (pagg. 92-97). La geografia ed economia sono compendio dei Collectanea di Solino, del libro di Palladio Be re rustica, e dei libro di Isaac Be diaetis (pagg. 105-119). La Storia naturale ha per fonte le Ori-gines di Isidoro; 1 'Hexahemeros di S. Ambrogio; i Collectanea di Solino; il Physiologus; Palladio, De re rustica; e Tommaso Cantimpratensis, De natura rerum (pagg. 120-146). Gli insegnamenti di moralità provengono da varie compilazioni, cinque delle quali sono state determinate da Sundby, cioè, Gautier de Lille, Moralium Dogìna; Albertano da Brescia, De Arte loquendi et tacendi; Martinus Dumiensis (o de Braga), De IV Virtutibus Cardi nalibv s ; Guillaume Perrault, Summa de Virtutibus ; Isidoro di Siviglia, Libri sen-tentiarum (pagg. 165-194). La Rettorica si fonda su Cicerone, De Inventione, con aggiunte tratte da altri scrittori (pagg. 195-203).
(2) Li Livres dou Tresor, par P. Chabaille, pag. 21, 23.
(3) Cf. Sundby, op. cit., pag. 96.
(4) « Et porce que maintes èstoires devisent que Romulus et Remus furent né d'une
lue, il est bien droiz que je en die la verité..... Entor cele riviere manoit une feme qui
servoit a touz communement, et tels femes sont apelées eu latin lues. Cele feme prist Ics enfanz et les norri molt doucement; et por ce fu il dit que il estoient fil d'une lue; mais ne estoient mie » (pag. 43).
(5) Pag. 82.
(6) Ved. pag. 85, segg.
(7) Pag. 91, 92.
pteItoli. Letteratura italiana. 20