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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

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a cura di Federico Adamoli

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   l15 enciclopedie. 227
   storia di Alessandro Magno ohe discese in fondo al mare in un vaso di vetro (1), e ripetute le proprietà delle pietre preziose; così nel nostro autore una speciale predilezione per le etimologie più bizzarre (2). Ma accanto a questo, la conoscenza di non pochi poeti classici, di Aristotile e d'altri antichi, ed un culto alle arti li-oerali, che mal si cela sotto il disprezzo dei mistico (3).
   perùiber.tur esse fontes, quorum alter oves albi velleris nigras reddit, alter nigras effleit albas » Cap. 4, De fonte crescente si pannusruhens accedat. — Cap. 5, De fonte qui erum-pit etiam propter modicum susicrrium loquentis. — Cap. G, De fonte facem accensam extìnguente et extinctam accendente. — Cap. 7, De fonte cujus acqua hausta si super lapidem projiciatur, tempestas oritur. — Cap. 8, Idem de fontibus.
   (1) La racconta Valerius , e da lui passò agli scrittori del medioevo. Neckam soggiunge accorato: « Pro dolor! naturas piscium scripto non commendavit. » Cap. XXI, pag. 142.
   (2) Per es.: « Hercules.... quasi aer cleos, id est, gloria aeris, dicitur » (pag. 2). — « Dies en.m a dian, quod est claritas, dicitur » (pag. 22). — Vedi tutto il capitolo 1 del lib. I, e ciò che ne scrive Wright nella prefazione, pag. XVI. — Notiamo, come curiosità, le seguenti parole: « Vide tamen. quod secundum modum seribendi quo utuntur Graeci, thau, T, repraesentat crucis signum, sed secundum modum quo utuntur Hebraei,patibulum repraeseritat » (pag. 9).
   (3) Vedi il Cap. 174, Lib. II, De locis in quibus artes floruerunt liberales. Dopo aver lodato Piatone, Aristotile, Cicerone, Virgilio (del quale ripete i soliti fatti meravigliosi attribuitigli dalla leggenda), la Scuola di Salerno, etc. conclude: Sed o vanitasi dum no-vellis adinver.t ionibus nomen sibi student nonnulli adquirere , veramque doctrinam subti» litatx postponunt. 0 si tantam diligentiam adhiberent morum edificationi,quantam apponunt nocturnae lucubrationi e seguita su questo tuono.
   Neckam trattò anche in versi gli stessi argomenti di cui aveva parlato nel De Naturis Rerum, e ne lece un poema cui pose il titolo: De Laudibus Dlvinae Sapient iae, titolo che sp.ega bene il suo concetto. Anch'esso fu pubblicato da Wright, il quale così ne rende conto:    »