22(5 CAPITOLO OTTAVO.
ad fiiiern decurrit humanum genus » (1), che è un breve trattato di geografia ed una sommaria Cronaca Universale (2,.
Lo Spcculum Doctrinale abbraccia diciassette libri; e vi si discorre d: grammatica, logica, rettorica e poetica (3); delle virtù morali, e delle passioni e dei vizii (4); dei costumi, della gloria, dell'amicizia, dell'utile, della fe icità e della miseria e d'altre cose molte (5); della scienza economica, «qua domesticarum rerum sapienter ordo disponitur » (0); della politica (7), del gius pubblico e privato (8), dei delitti contro Dio (9), contro il prossimo e sè stesso (10); delle arti (LI); della pratica e della teorica della medicina (12), delle varie specie di malattie (13); della filosofìa naturale (14), della matematica e della metafisica (15), e finalmente della teologia (16). Il fatto continuo che riscontrasi nei due voluminosi trattati, è quello che insieme alle disquisizioni scientifiche, ed in mezzo a questo che vuol pur essere un ordinamento metodico dello scibile, si trovino accolte e ripetute le più strane e più puerili credenze popolari, che lo scrittore riferisce con serietà, e mostrando di avere in esse piena fede. Cosi accanto agli excerpta da Aristotile, le storielle sui diavoli di Elinando (17) accanto a Plinio, i miracoli sulle fonti, sui laghi e via discorrendo.
(1) Lib. XXXII.
(2) Il cap. 26: De sex aetatibus saeculi. Il cap. 103: Tempora aetatis nostrae usque ad condemnationem praedicti Frederici. Finisce coi cap. seguenti (103, 104, 105, 106): De temporibus Antichristi; De intervallo ternporis inter Antichristi mortem ed adventum Judicis; De ultima die judicii ; De innovatione mundi.
(3) Lib. I, II, III. — Gli autori citati sono: Isidorus in lib. Etymol., Alpharabius in lib. de ortu scientiarum e de divisione scient., Aristoteles, Hugo in lib. de anima ei spiritu, August/inus. Boetius, Petrus Hclyas.
(4) Lib. IV.
(5) Lib. V. — Vi si citano molti poeti, come Ovidio, Orazio, Giovenale, Stazio, Persio, Virgilio, Tibullo, Terenzio, Marziale, ecc., riportando di ognuno dei versi.
(6) Lib. VI. Curioso libro che meriterebbe per sè solo un largo ed accurato studio. Noi dobbiamo limitarci ad accennare i titoli di alcuni capitoli: De situ et forma aedifìcio-rum (17); De pavimentis eorum (18); De parietibus et tecturis (19); De cisternis et pi-scinis (20); De cellis vinariis et oleariis (21), ecc.
(7) Lib. VII. Vi si comprende pure un trattato delle Leggi, dove citasi Gratianus, Ju-stinianus, ecc.
(8) Lib. Vili,
(9) Lib. IX. Segnaliamo i capitoli dove si parla de crimine sortilegii (115), de divi natione (116), de carminatoribus et carminatricibus (121), de diversis generibus Mugo-rum (120).
(10) Lib. X.
(11) Lib. XI. Molto importante anche questo, discorrendovisi del lamfizio, delle vesti, della architettura, dei vasi, dei letti, delle armi, dell'arte militare, delle costruzioni navali, de' teatri, de' metalli, dell'alchimia, ecc.
(12) Lib. XII, XIII.
(13) Lib. XIV.
(14) Lib. XV. Vi si ripete un trattato delle pietre preziose e delle loro virtù.
(15) Lib. XVI.
(16) Lib. XVII. Questo libro termina con alcuni cenni della vita e delle opere di varn uomini illustri, come: De Boetio et Cassiodoro (56); De Gregorio Magno (57); De Isidoro et Beda (58); De Alcuino et Gennadio et Rabbano et Strabo (59); De Lanfranco et Anselmo (60); De Ivone et Bernardo (61), ecc.
(17) Nè ciò del resto può far meraviglia. La teologia farneticò sempre nel modo p;ù strano intorno ai demoni, da Sant'Agostino, da Clemente Alessandrino, da San Tommaso, da San Bonaventura, da Alberto Magno, fino a quel Mayer che nel 1780 stampava a Tu-