condizioni letterarie nel medio evo, ecc. 1«J7
Attila. Tanto le une che le altre ci offrono anche in Italia qualche cosa che rasso-niglia ad uno svolgimento originale, ma appunto per questo esso non si manifesta già nella nostra lingua, ma sibbene nella francese (1), nonostante che i due eroi ;i riguardino cosi da vicino, ed abbiano avuta tanta parte nella nostra storia. Sempre per la ragione stessa, una leggenda sorge intorno a Teodorico fra i popoli germanici (2), che non trova nessun eco in Italia: noi vediamo passare i re, i guerrieri, gli eroi, senza entusiasmo; li vediamo sorgere e cadere senza commo-:ione: ie condizioni intellettuali e morali del popolo italiano sono diverse, ripetia-nolo anche una volta, da quelle degli altri popoli europei (3).
Riccardiana di Firenze, un Percival le Gallois, un Libre dou Sangraal ; la Palatina di Modena, due Tristani. Tutti poi conoscono i Mss. Torinesi registrati dal Pasini; quelli Vaticani, dal Keller, etc.
(1) Abbiamo parlato indietro delle Leggende Carolinge. Quanto ad Attila cf. Thierry, Eistofre d'Attila, II, Eistoire Legéndaire et Traditionelle d'Attila, pag. 229 segg.; D'Ancona, Attila Flagellum Dei. — Sullo svolgimento della leggenda in Italia, in ispecie nel poema del Casola, manca tuttavia uno studio completo. Di esso poema, oltre alcuni brani pubblicati da noi, ne pubblicò recentemente 175 versi il signor Francesco d'Ovidio , dai quali sempre più apparisce l'importanza di quel singolare monumento della letteratura franco-italiana. Ved. Il Padiglione di Foresto. (Dall'Attila Flagellum Dei), Imola 1871.
(2) Cf. La Légende de Théodoric, in Bossert, op. cit., pag. 19 segg.
(3) Le stesse osservazioni che per le leggende eroiche e cavalleresche, potremmo fare per la grande epopea comica del medioevo, il Renard. Essa pure si diffonde largamente in tutta l'Europa (cf. Grimm, Reinhart Fuchs; Rothe, Les Romans du Renard examinés, analysés et comparés); ma in Italia se ne ritrova appena una traccia, e quella stessa più francese che italiana (Ved. il Rainardo e Lesengrino, per cura di Emilio Teza, tratto da un Cod. Canoniciano di Oxford).