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capitolo settimo.
torno ad Alessandro fossero divulgate, non è da mettersi in dubbio, ad esse accenna l'Anonimo Ravennate, e più tardi, nelle Cento Novelle Antiche, in Dante, nel Polo in altri libri troviamo simii accenni. Ma se trattasi di fare un'opera poetica, eccovi Qualichino di Spoleto (1) che in distici latini scrive un'Alessandreide, seguendo passo a passo V Ilistoria de I'raeliis (2); la quale poi, solamente alla metà del secolo XIV sarà tradotta o imitata in versi italiani da Domenico Scolari (3). Ci avviciniamo già al periodo nel quale lo svolgimento spontaneo della letteratura sta per cessare. Lo Scolari non fa altro evidentemente che un'opera di volgarizzazione di quelle di cui abbonderà tanto il secolo XV, e che non hanno interesse per noi, qui, dove parliamo delle naturali e spontanee elaborazioni della leggenda (4).
Un fenomeno analogo ci si presenta nella leggenda di Artù. Anch'essa si sparge in tutta l'Europa (5); è cantata prima da Wace (ti), poi da Chrestien de Troyes (7), e da altri troveri, in Francia; da Wolfram d'Eschenbach, da Eilhart d'Oberg, da Got-frid de Strasbourg (8), in Germania; ogni ramo della leggenda ha un suo poeta; accanto alle figure storiche sorgono le finzioni dell'immaginazione. Ma l'Italia non ha che racconti in prosa, e probabilmente tradotti dalle prose francesi, nel secolo XIV; tutti lavori di seconda mano, nei quali non può cercarsi nessuna originalità (9). Più singolare fe nomeno è quello delle tradizioni di Carlo Magno e di
(1) Historiam dictam dictavit Carmine quidam
Qui Qualichinus nomine dictus erat: Civis Spolenti dum esset apud Recanatum Illic versificans condidit ista metra____
Cf. Favre, op. cit. 77.
(2) Cf. Favre, op. cit. 77-78. Leggo che del poema di Qualichino Qa dato un'analis estesa Endlicher nei Jahrbiicher der L'iteratur, t. LV1I, Vienna 1832.
(3) Questo poema, in ottave tutt'altro che belle, del verseggiatore trevisano, trovas manoscritto alla Biblioteca Magliabechiana di Firenze, II, II, 30. Ne parla il Follini nel Collezione di opusc. scientif. e letter., V, 26. — Ne ha pubblicato un non lungo squarc recentemente il signor Grion, nel volume Belle Rime volgari, Tratt. di A. Ba Tempo pagg. 338-344. Esso meriterebbe uno studio accurato, specialmente per verificare esatta' mente in quale relazione stia colla Historia de Praeliis, e con Qualichino.
(4) Per questa ragione sarebbe inutile che ricordassimo Bartoccio e Jacopo di Carlo dei quali cf. Quadrio, Storia e Rag. di ogni poesia, VI, 432, Mazzucchelli, Scrittori Ital. Ili, 443; Bandini, Catal. dei Cod. Ital. Laur., 432, Tiraboschi, Storia della Letter Ital. VI, 882. Ricordiamo che il Brunet, Nouv. recherch es bibl., Ili, 398, crede che Jacopr di Carlo sia il nome dello stampatore, invece di quello dell'autore.
(5) Sulle origini della leggenda cf. Hersart de la FiUemarqué, Les Rnmans de li Table Ronde et les Contes des anciens Bretons. Ci sono poi molti studi sui varii ram della leggenda stessa, tra i quali è molto importante quello di San Marte, Die Sage> von Merlin. — Ved. anche sui Poemi del Ciclo Bretone, due Rapporti di II. de la Ville marqué, in Archives des Missions Scientifiques et Lettéraires, V. voi., 3 e 6 cah. 1856.
(6) Le Roman de Brut, pub. par Le Roux de Lincy, 1836.
(7) I poemi di Chrestien de Troyes sono molti: 1 principali, Erec et Enide, Perdevo le Galois, Le Chevalier au Lion; sui quali cf. H. de la Villemarqué, op. cit., pagg. 8. 117, 134. — Su Perceval cf. anche Jahr. f. Rom. u. Engl. Liter., V, 1.
(8) Cf. Bossert, La Littérature Allemande au Moyen age, Cap. XIV e XV.
(9) Tale è la compilazione della Tavola Rotonda, che ha per suo fondamento la leg genda di Tristano, ma che si allarga anche ad altri rami. Essa è evidentemente traduzioni o riduzione di un testo francese. — Del resto non è già da credere che gli italiani non amas sero i racconti romanzeschi ; ma noi crediamo che nel secolo XlII si preferisse di leggeri in francese. In questa opinione ci induce anche il vedere il numero dei Codici frances delle nostre Biblioteche. Per esempio, la Marciana di Venezia ha del Ciclo Bretone, ui Roman d'Artus, due Lancelot du Lac, un Roman de Tristan, una Tavola Rotondai 1