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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

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a cura di Federico Adamoli

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   CONDIZIONI LETTERARIE NEL MEDIO EVO, ECC. 1«J7
   ed il vino si canteranno sull' aria delle canzoni sacre (1), empia mescolanza che farà ridere gli uni, desterà orrore negli altri. Sorga pure il chierico dominatore, e faccia laico sinonimo Pignorante (2) ; fabbrichi pure Gregorio VII la onnipotenza del papato; altri vendicherà quelle superbe pretese, e la satira più violenta (3), o il più beffardo riso (4), uscirà dalle labbra sdegnate.
   (1) Cf. Du Meril, Poés. antér. ect., 96, nota 1.
   (2) « Hillitteratus et laycus, ydiota et stultus ». — « Avarus homo fuit, illitteratus et quasi laycus » — Salimbene, Chron., 112, 289.
   (3) Molte poesie correvano nel Medioevo sotto il nome di Golia (Goliardiche), che vengono attribuite a Primate, a Gautier de Chàtillon, a Filippo di Grève, a Gautier Map, 5 ad altri. Sono satire, spesso violentissime, contro la Corte Romana. Le principali raccolte love si trovano sono : Flaccius Illyricus, Varia doctorum piorumque virorum de corrupto 'cclesiae Statu poemata ; Wright, the latin poems commonly attrib. to Walter Mapes; Schmeller, Carmina Burana ; Du Meril, i tre voi. delle Poesie latine. Recentemente Wat-tenbach ha pubblicato una memoria intitolata: Die Anfànge Lateinischer profaner Ryth-men des Mittelalters (Zeitschrift fiir Deutsches Alterthum, hersg. v. M. Haupt, III, 3, pagine 469-506). Ivi è l'indicazione di settecentocinquantanove poesie, tutte più o meno importanti e curiose, alcune delle quali doverono essere molto popolari noi secoli XII e XIII. Ecco, per esempio alcune strofe di un canto De ruina Romae, riferito da Flaccius, da Volf (Lectiones Memorabiles), e più volte ristampato modernamente:
   Vidi, vidi caput mundi Instar maris et profundi Vorax guttur siculi, Ibi mundi bithalassus, (al. vieti lapsus) Ibi sorbet aurum Crassus Et argentum seculi.
   Ibi latrat Scylla rapax Et Charybdis auri capax Potius quam navium Ibi pugna galearum, Et conflictus piratarum, Id est cardinalium.
   Cardinales, ut praedixi, Novo iure crucifixi Vendunt patrimonium, Petrus foris, intus Nero, Intus lupi, foris vero Sicut agni ovium.
   Su questa poesia goliardica sono da consultare: Giesebrecht, Die Vaganten oder Go-liarden und ihre Lieder (Allgemeine Monatsschrift fùr Wissenschaft und Literatur, 1853)t Du Meril, poes. lat. du Moyen Age, 144 segg.; Meyer Docum. MSS. etc., pagg. 11, 17, 39; e in Romania, II, 196. — È da vedere anche quello che scrive Salimbene nella sua Cronaca (pagg. 41 segg.), riferendo certi versi di Primate, a cui egli attribuisce anche la famosa Apocalisse, pubblicata da Flaccio, da Wolfe da Wright (Apocalypsis Goliae Pontificis sui temporis Ecclesiae statu).
   (4) Analogne a quelle di cui parliamo nella nota precedente, sono molte poesia burlesche. Citiamo quella che comincia: « Alte clamat Epicurus » (Car. B. , 72); quella più singolare cùe trovasi pure nei Car. B. 74.
   Sepe de miseria Meae paupertatis Conqueror in Carmine Viris litteratis ....