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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

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a cura di Federico Adamoli

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   condizioni letterarie nel medio evo, ecc. 1«J7
   giche (1). Di questo perdurante affetto all'antichità, di questo pensiero classico so-ravvivente nel medio evo ai nuovi affetti ed alle nuove idee; di questo amore alle solenni tradizioni di Troja e di Roma, possono esserci testimoni anche le favole onde ogni città italiana andò circondando le proprie origini. Fu già osservato da Fauriel che sulle memorie di Grecia e di Roma si costruirono delle finzioni « généralement concues dans l'intention de célébrer l'origine et les commencements de quelques-unes des villes renommées de l'Italie » (2). È singolarissimo a questo proposito ciò che leggesi nel Fiamma (3); il quale dice di raccogliere le sue strane notizie da cionache anteriori. Achille era re dell' Abruzzo, Turno della Toscana, Diomede della Puglia, Agamennone della Sicilia, Evandro del Piemonte. In Calabria regnava Ercj'e « gigas nominatissimus », e un suo figliuolo Sardino, in Sardegna, un altro, Cireno, in Corsica. Agamennone parte dalla Sici.iaper andare alla guerra di Troja. Dopo la distruzione di questa, Enea coi suoi compagni vengono in Italia a fabbricarvi molte città: « Pisus condidit Pisas (4); Marsius, Marsorum regionem, Marchiani Anconitani; Janus, Januani; Anglus, Angleriam ; nobiiis Domina Verona Trojana, Vero-nam (5) ». Paride venne in Sicilia, e la espugnò. I suoi compagni fondarono molte
   Aedificant turres alienis sumptibus altas, Diripiunt et opes, plebejo robore fulti, Lucra volunt soli, reliquis at damna refundunt, Consortes renuunt, soli dominantur, honores Usurpant soli, veteres bacchant.ur in urbis Fautores, alios cogunt exire paternis Aedi bus, ac alios recludunt carcere tetro.
   (1) . . . Rupcs vati Pegasea faveto. (Pag. 65;
   Roma metus tantis non languit olìra. Vicinas Poenus transcendit ut Annibal Alpes, Innumero septus piena tyrone cohorte ; Caesar ut Hesperiis tumidus consedit in arvis Agmine Gallorum comitatus in arma furente
   (Pag. 72).
   Effudit Neptunus opum sine lege suarum Thesauros, Euro laxas dimisit habenas Eolus, ac Austro, Zephyro Boreaque reclusis Carcere, castra natant ....
   (Pag. 89).
   (2) Dante et les orìg., etc. II, 373. — E Ozanam (Docum., 85) : « De mème qu'à la langue latine se substituait peu à peu l'idiome vulgaire, et que sous la poussière de la poésie clas-sique germaient les premières semences de la poèsie moderne, de mème l'histoire de l'an-tiquité s'effacait derrière une histoire populaire qui eonfondait les temps, rapprochait ies noms, disposait des empires, pour satisiaire l'imagination des hommes et l'orgueil des nations ».
   (3) Gualvanei Flammae, Manipulus Florum etc. — In Mur., R.I.S., XI, 531.
   (4) Altrove invece è Pelope il fondatore di Pisa.
   (5) E nella Cronaca Altinate tra le famiglie veneziane è ricordata quella dei « Vyl-l.areni iMastalici qui de Troja magna civitate cum sua uxore, Verona nomine » etc. (Pag 90). A proposito di Venezia un altro cronista scriveva: