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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

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a cura di Federico Adamoli

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   CAPITOLO SETTIMO
   CONDIZIONI LETTERARIE NEL MEDIO EVO SPECIALMENTE IN ITALIA
   Tanto i fatti che siamo andati esponendo fin qui, quanto quelli che dovremo studiare in progresso, esigono che noi ci rendiamo conto delle condizioni letterarie di quel lungo periodo di tempo che precede lo sviluppo delia letteratura volgare, specialmente in Italia. Seguendo anche in ciò il metodo che ci siamo imposto, andremo rilevando i fenomeni che ci si presentino, per poter poi da l'insieme di essi trarre quelle conseguenze che giovino a rischiarare la storia delle lettere.
   11 medioevo italiano è differente da quello degli altri popoli europei: qui Roma fa sentire la propria influenza potente, anche quando tutto è distrutto di lei, quasi anche il nome; anche vinta, la grande città soggioga i suoi vincitori. Portiamor colla mente agli ultimi anni del quinto secolo; già alla decadenza del pensiero latino si è aggiunto il disputar dei teologi, l'imperversare delle sètte, il correre dei barbari: Donato, Servio, Macrobio, quegli ultimi avanzi della grande letteratura, sono già lontani di tempo; siamo in mezzo oramai ai conquistatori settentrionali . siamo alla corte di un re barbaro; e pure ivi sembra che Roma rifiorisca, la reggia di Teodorico è più romana che gota. Teniamo dietro all'arte in quei secoli oscur Non parleremo di Cassiodoro, di Boezio e di Simmaco (1), notissimi; ma ci fermeremo piuttosto sopra Ennodio, nato forse in Gallia (2), ma certo educato in Italia, alle nostre ' tradizioni, ai nostri costumi. Nelle opere di questo vescovo le reminiscenze classiche sono continue, egli si affatica per emulare i maestri; la forma che chiamano pagana si impone al suo pensiero cristiano, e lo vince, lo trastorma, quasi lo soffoca (3). Amore e Venere, Cicerone e Demostene, le Muse e le Parche, si mescolano ai suoi sospiri dnoti: il sentimento nuovo è penetrato dalle antiche idee, che rimangono vive in mezzo a tanta rovina. Ennodio fu educato alle scuole di Milano o di Pavia (4), nelle quali si insegnavano le lettere; ed egli stesso ci ha lasciato testimonianza di quanto fosse tenuto in pregio questo studio; come troviamo ricordo nelle sue epistole di altri suoi contemporanei che coltiva\ano 1'eloquenza
   (1) Come gli studi delle lettere fossero coltivati in questi tempi, si rileva dalle parole di Cassiodoro. << Cam studia saecularium literarum magno desiderio fervere cognoscerem, ita ut multa pars hominum per ipsa se munii prudentiam crederet adipisci, gravissimo sum, fateor, dolore pennotus, quod soriptoribus divinis magistri publici doessent, cura mun-dani auctores celeberrima procul dubio traditione pollerent». Cf. Giesebrecht, De letterarum studiis apud Italos primis medii nevi saeclis, Berolini, Gaertner, 1845, pag. 3.
   (2) Cf. Hist. Litter. de la France, III, 96, e Tirabosclii, Stor. della Letter., Ili, 49.
   (3) Vedi le Epistolae e più i Foemata Sacra.
   (4) Ct Tiraboschi, op. cit. 51, 52, e la nota a pag. 53,