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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

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a cura di Federico Adamoli

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   le rappresentazioni.
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   ioni italiane dei secoli XV e XVI? Che cosa per esempio ci è più di comune tra a Decozione del Giovedì Santo e la Rappresentazione di Santa Agnese (1), dove 1 motto satirico, dove lo scherzo indecente si fa strada di continuo fra le sentenze aorali? Ivi l'angiolo stesso nella licenza, dice :
   E chiunche s'è vergin' consecrata A fuggir l'uomo molto sia prudente, Chi dice che non pecca son bugiarde, Egli è carbon che cuoce o tigne o arde;
   Lupo alle pecor' sempre fe' mal giuoco, Fuoco alla stoppa vedete abrusciare----
   Se anche voghamo trovare una intuonazione religiosa nella Rappresentazione li Carnasciale e della Quaresima, dovremo però convenire che il frizzo plebeo vi cappa fuori incessantemente. Lo stesso dicasi di molte altre. Questa è influenza le' tempi, ma anche, secondo ogni probabilità, del dramma popolare, che dopo essersi nantenuto staccato dalla rappresentazione sacra, a poco per volta le si riavvicina, >er dar luogo ad una evoluzione dell'arte, dalla quale dovrà uscire la commedia rera (2).
   *roterangelium Jacobi (ap. Du Meril, Qrig. du Théatre Mod., 351), dove è scritto: «nisi (crutata fuero naturam ejus, non credam quod peperit »; e l'ostetrica nel Mistero scruta rifatti colle proprie mani, le quali miracolosamente le cadono.
   (1) Citiamo uno tra i mille esempi che si potrebbero recare della evoluzione subita lalla Rappresentazione nei secoli XV e XVI. — E qui ci sia lecito correggere una inesatta di fatto che leggiamo in uno storico odierno della letteratura italiana', il quale dice he s: hanno pochissime Rappresentazioni sacre pubblicate colla stampa. Noi abbiamo iotto gli occhi sette grossi volumi di tali Rappresentazioni, stampate nel XVI e XVII se-•olo. Il materiale per lo studio, come vedesi, non manca. (21 Vediamo con piacere che si comincia qualche studio serio sulla storia della lettera-ara drammatica italiana. 11 signor Vincenzo De Amicis ha pubblicato una memoria sulla Imitazione latina nella Commedia Italiana del XVI secolo, Pisa, 1871, nella quale pronette un lavoro speciale sulla derivazione della commedia dell'arte dai mimi e dalle atelane (pag. 21 , nota). TJn altro studio sulla Commedia Italiana del secolo XVI fu dato «centemente dal signor Alberto Agresti (Napoli, 1871). E le Rappresentazioni del nostro arissimo Prof. D'Ancona quanto si faranno ancora desiderare agli studiosi?