180 caritolo sesto.
Però non ve dati tanta rnelenconia, Se in Irusalem me viditi ire. Non faria cosa elle non lo discese A vui, Madre, ante che partese.
« Dito questo se abrazano. E interim se mete a la mp.nsa per inanzare. E in questo mezo la Madre sta con Xpisto e basalo, dicendo sempre: Filgio mio! Poi, sedendo a manzare, uno de li manzaturi sia Lazaro. Fornito lo manzare, Xpisto chiama la Madalena da canto, e la Madalena sta in zenochioni mentre clie parla Xpisto.
Xnsro a la Madalena.
0 filgiola Madalena,
Fortemente te volgio pregare, Che la mia Madre recomendata te sia, E non la volere mai abandoiiare. Io me parte in questa dia, A Jerusalem volgio andare. Sesragio preso dal populo feroce, E condanato a la morte de la croce.
E tanto grande serà lo dolore,
Che sentirà la mia afllita Madre, CLe li pasarà infina a lo core. Però abandonato de mio Padre, Starazo cum essa a tute le ore, Inseme con Joanne mio caro frate. E questo lo tiene fortemente celato, Per fin tanto che serò pilgiato.
Madalena a Xpisto.-
Segnore mio, io so' aparechiata A fare ciò che me comande. Amara mi, trista, sconsolata, Male per mi questa zornata! Oimè, Maistro, come so' abandonata! Amara tu, Madre, meschina, dolente; Quando lo saperà, o Maistro piacente.
< Dito questo, la Madalena basa li piedi a Xpisto; e Xpisto se ne va dentro dove stano li altri, e la Madalena rimane, e Maria se ne va a essa », pregando a che le dica ciò che ha saputo da Cristo, a cui essa risponde di non potere. « E dito questo, Maria se'nde va con la Madalena a Xpisto; e volendose inzenochiare Maria, Xpisto la leva su ». E la Vergine gli dice:
Dimilo, Filgio, dimilo a mi, Perché stai tanto afanato1? Amara nu, piena de suspiri, Perchè a mi lo ai celiato1? De gran dolore se spezano le vene, E de do già, Filgio, me esse el fiato. Che te amo, Filgio, con perfeeto core, Dimilo a mi, o dolce Segnore.