le rappresentazioni.
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al sagrato; dal sagrato alla piazza. L' emancipazione del dramma procede di pari passo collo sviluppo della cittadinanza (1): nel secolo XI11 Adam de la Halle scrive il Jeu du mariage, e pochi anni dopo il Jeu de Robin et Marion (2), che fa forse rappresentato a Napoli, alla corte di Carlo d'Angiò (3).
Che accade intanto in Italia? Mettere in dubbio che non si avesse anche fra noi il Mistero non sembra possibile. È notissimo il passo, già citato dallo Zeno e appresso dal Tiraboschi (4), dei Regimines Paduae, dove all'anno 1244 (5) si dice che ebbe luogo una rappresentazione della passione e resurrezione di Cristo nel Prato della Valle a Padova. Il che ci mostra che in quel tempo il Mistero aveva già percorso alcun periodi del suo sviluppo, essendo separato dal servizio divino e fatto fuori dalla Chiesa (6). Nè per Padova sola, ma anche per altre città italiane si hanno testimonianze di simili rappresentazioni, come Treviso, Roma, Siena, Cividale del Friuli, senza uscire del XIII secolo.
A. Treviso nel 1261 si fondò la compagnia de' Battuti; ed i canonici di quella chiesa doveano « dare in anno quolibet diete Schole duos elerieos suffìcientes prò Maria et Angelo, et bene instructos ad eanendum in festo fiendo more solito in die Annuntiationis, » e i gastaldi della Scuola eran tenuti « providere dictis clericis qui fuerint prò Maria et Angelo de indumentis sibi emendis. » E nelle parti della medesima Scuola si legge : « Cantores.....habeant soldos X prò quolibet.... in
die Annuntiationis B. M. V. cum fìet Representa ito » (7). Nel 1264 si fondò a Roma la Compagnia del Gonfalone « il cui fine primario era il rappresentare ogni anno i Misteri della Passione del Redentore » (8). Nel 1273 avendo il beato Ambrogio San-sednni ottenuta per i suoi concittadini l'assoluzione da una scomunica, in memoria del fatto e ad onore del Sansedoni stesso si innalzò a Siena « sulla pubblica piazza un gran palco nobilmente addobbato e a foggia di scena teatrale vagamente dipinto, sopra il quale ne veniva rappresentata con macchine versi e canti la storia » (9). Nell'anno 1298 narra un antico cronista di un Ludus Christi dato a Cividale del Friuli,
(1) Cf. Klein, op. cit., 1G.
(2) Théatre frane., cit.
(3) Cf. art. cit. di Magnin, pag. 627;' ed ancora Hist. Litter. de la France, XX, 668.
(4) Lettere, II, 215. — Stor. Letter., IV, II, 563. — Ved. il testo originale in Muratori, Rer. Ital. Script., Vili, 375.
(5) Cf. Ebert, Studien zur Geschichte des mittelalterlichen Dramas ; nello Jahrì). f. Rom. u. Engl, Liter., 1863, dove con piena ragione si corregge la data del 1213, segnata dal Tiraboschi e da altri. — Lo Zeno però dice « l'anno 1243 o 1244,» Annotaz. alVEloqu. Ital. d. Font., voi. I, cap. IX, pag. 529.
(6) Cf. Ebert, op. cit. — Questa rappresentazione del 1244 non potrebbe far credere ra-g.onevolmente che anche nelle feste date nello stesso Prato della Valle nel 1203, ricordate da Rolandino, si mescolasse alcunché di drammatico? Il magnis solatiis del cronista non include ciò, ma non Io esclude neppure. Cf. su di ciò, Zsno, Annotaz., I, 529; e Tiraboschi , Stor. d. Lctt. Ital., IV, II, 565, il quale veramente, come dice Klein, « spannt den Bogen seiner skoptischen Kritik vielleicht zu straff, » forse ha troppo teso l'arco della sua critica scettica.
(7) Tiraboschi. Stor. d. Letter. Ital., IV, II, 570, nota.
(8) Ivi. — E ciò durò certo tino al secolo XVI. Il Quadrio (Stor. e Rag. d'ogni Poes, Uib. I, Dist. I, Cap. IV, pag. 62) dice di avere presso di sè un'edizione della Rappresentazione delta Passione del N. S. G. C., secondo che si recita dalla dignissima compagnia 'lei Confatone di Roma il Venere Santo nel Colisseo con la sua Resurrezione posta nel fine, stampata in Venezia per Domenico dei Franceschi, 1568; e composta da M. Giuliano Dot/ firentino, M. Bernardo di Maestro Antonio romano, e M. Mariano Particappa.
(9) Zeno, Annotaz. I, 530.
bartou. L'Ueraluro italiana. 23