CAPITOLO SESTO
LE RAPPRESENTAZIONI.
Come forma rudimentale di poesia drammatica ci si presentano quei contrasti, quelle tenzoni, quelle dispute , di cui abbiamo indietro veduto non pochi esempi, e che sono figura di azioni umane o reale o simbolica (cioè rappresentata sotto var s allegorie^, dove si satireggia, si scherza, si ammaestra, si moralizza, confondendo il ridicolo col serio. La letteratura medievale è ricchissima di tali componimenti, dei quali potrebbesi ricercare l'origine nella letteratura latina (1), se non fosse più naturale supporre che essi, corrispondendo ad un bisogno dell'animo umano, fossero cosa spontanea ed originale (2). Tutti ricordano le tenzoni dei provenzali; le dispute, le battaglie dei francesi (3); i contrasti degli italiani, che da Bonvesin da Riva e da Jacopone da Todi si stendono sino alla fine del secolo XIV, dove troviamo il contrasto per il signore di Coucy, riferito da Gidino da Suinma-.ampagna.
Se questa però è poesia drammatica, non è ancora azione drammatica. Intorno ah essa può in primo luogo domandarsi se perdurò nel medio evo la commedia letteraria de' latini, e sembra molto probabile rispondere negativamente. 1 sospetti degli imperatori da un lato, la depravazione del pubblico dall'altro (4), aveano già resa pericolosa e difficile la rappresentazione drammatica sotto l'Impero. A ciò si
(1) Cf. Teuffol, Stor. della Letter. Rom., pag. 3-4.
(2) È certo che questa forma letteraria fu in uso per tutto il medio evo e presso tutti i popoli. Basti ricordare il Conflictus Veris et Eiemis attribuito a Beda; il Conflictvs Ovis et Lini (Du Meril, Toés. Lat. ant., ecc. 379); la Disputatio inter Cor et Oculurn (Wright, Latin poems attr. to Walter Mapes, 93); il Dialogus inter aquam et vinum (ivi, 87); la Disputatio membrorum di Filippo de Grève (Meyer, Docum. MS. de l' anc. Litter. de la France ecc., 34); il Conflictus corporis et animae (Du Meril, op. cit., 217), che ritrovasi in francese, in tedesco, in inglese, in fiammingo, in greco, in provenzale, in spagnuolo, in danese, in italiano.
(3) Appartengono allo stesso genere anche les Moralités, les Dits, ecc. Ved. Récueil de farc.es, moralités et sermons joyeux, par Le Roux de Lincy et Michel. Paris, 1837 : e Eist. Litter. XX1I1. — Cf. anche, Jubinal, Nouv. Rèe. de Fabliaux, e il Récueil de poésies Man-goises des XV.® et XVI.e siecles, réunies et ann. par M. A. de Montaiglon.
(4) Svetonio racconta che Caligola fece bruciare un poeta comico in mezzo al teatro « ob ambigui joci versiculum ». E Lampndio, che Eliogabalo « mimicis adulteris ea quae solent simulato fieri, effici ad verum jussit. » Tertulliano narra che per rappresentare più vivamente i dolori e le grida di Ercole morente, si giunse sino a far morire veramente un uomo nelle fiamme. Cf. Du Meril, Orig. lat. du Théatre ìnod., pag. 5, 6.