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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

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a cura di Federico Adamoli

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   172 capitolo quarto.
   procede franco e sicuro, va esplicando il suo concetto con modi suoi proprii ; in questo invece campeggia una imitazione pedantesca; una imitazione della maniera di colui stesso a cui il sonetto è rivolto, cioè di Guittone, al quale il bolognese manda una canzone perchè e1 volesse correggerla:
   Prendete la canzon, la qual io porgo
   Al saver vostro, che l'agiunchi e cimi, Chè a voi'n ciò sol com'a Maestro accorgo.
   La confessione è esplicita. Noi non conosciamo il tempo nel quale questo sonetto fu scritto; ma possiamo esser certo ch'esso appartiene alla giovinezza letteraria di Guido. Il quale, seguace da prima della scuola ibrida dell'Aretino, se ne staccò poi per farsi egli stesso capo

  •    Io vo'del ver la mia donna laudare (1),
       che si avvicina tanto a certi sonetti di Dante; e più poi se ne sarebbe allontanato se potessimo esser certi della autenticità del sonetto:
       Diavol ti levi, vecchia rabbiosa (2).
       Checché sia di esso, noi vediamo chiaro nel Guinicelli prima un seguace dell'Aretino, appresso il fondatore di una nuova scuola; e ciò ne spiega benissimo quella tinla ironica del sonetto di Buonaggiunta. E con lui, doverono fare la stessa evoluzione gli altri poeti della scuola bolognese, Fabrizio dei Lainbertazzi, Guido Glùsilier ed Onesto; non che, forse, quel Brandino padovano, ricordato anch'esso con lode nel Volgare Eloquio (^3;, e che era, come Onesto, in corrispondenza poetica con Guittone (4).
       (1) Poeti del primo sec. I, 422.
       (2; Fu pubblicato dal signor Zambrini nel suo bel volume Le opere vnlq. a stampa, e tratto, com'egli dice, (la un codice della libreria de' RR. CC. RR. di San Salvatore di Bologna.
       (3) Cap. XIV.
       (4) Poeti del primo sec.., I, 430; II, 143.