letteratura nell' italia 1)1 mezzo.
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Amore in gentil cor prende rivera
Per suo consimil loco,
Ccm' diamante del ferro in la miniera.
Fere lo sol lo fango tutto '1 giorno: Vile riman: nè il sol perde calore. Dice uom altier: gentil per schiatta torno: Lui sembra il fango ; e '1 sol gentil valore. Che non dee dare uom fé Che gentilezza sia fuor di coraggio In dignità di re,
Se da virtute non ha gentil core ; Com'acqua ei porta raggio, E il ciel ritien la stella e lo splendore.
Splende in la intelligenzia dello cielo
Dio creator più ch'a'nostr'occlii'1 sole.
Ella intende '1 suo fattor oltra '1 velo:
E '1 cielo a lui vogliendo obbedir, cole,
E consegue al primero
Del giusto Dio beato compimento.
Così dar dovria '1 vero
La bella donna che negli occhi splende,
Del suo gentil talento
A chi amar da lei mai non disprende.
Donna, Dio mi dirà, che presumisti? Sendo l'anima mia a lui davante: Lo ciel passasti, e fino a me venisti, E desti in vano amor me per sembiante. A me convien la laude, E alla reina del reame degno, Per cui cessa ogni fraude. Dir gli potrò: tenea d'angel sembianza Che fosse del tuo regno: Non mi sie fallo, s'io le posi amanza.
Il pensiero cavalleresco che pur domina qua dentro, non è quello stazionario degli altri poeti: non è cosa presa dal di fuori; codesto pensiero ha traversato lo spirito del poeta, e traversandolo, ha dovuto illuminarsi della luce di quello. C'è qui, come ha detto acutamente il De Sanctis (1), una certa oscurità alcuna volta e un certo stento, come di un pensiero in travaglio, e n'escono vivi guizzi di luce che rivelano le profondità di una mente sdegnosa di luoghi comuni e per lungo uso speculatrice. Il contenuto non è ancora trasformato internamente, non è ancora poesia, cioè vita e realtà; ma è già un fatto scientifico, scrutato, analizzato da una mente avida di sapere, con la serietà e la profondità di chi si addentra ne' problemi della scienza, e illuminato da una immaginazione, eccitata non dall'ardore del sentimento, ma dalla stessa profondità del pensiero.
In Guido c'è anche progresso. Se noi paragoniamo, ad esempio il sonetto,
0 caro padre meo, di vostra laude (2), con la canzone sopra riferita, troviamo una differenza notabile. In essa il poeta
(1) Storia della letter. Ital., I, 28.
(2) Poeti del primo sec., I, 430.