LETTERATURA NELl/ ITALIA DI MR/./.0. 101
Come al lavorator la zappa è data,
È dato '1 mondo a noi ; non per gaudere, Ma per esso eternai vita Acquista». E non è l'alma al corpo già creata, Ma '1 corpo all'alma, e l'alma a Dio piacere; Percliè lui, più che noi, dovemo amare, Chè prima che noi stessi, amò noi esso (1).
E cosi press'a poco va seguitando. Altrove e' si rivolge a San Francesco:
Beato Francesco, in te laudare Ragione aggio e volere ; Ma prendo onde savere Degnità tanta in suo degno ritrare ?
E continua su questo tuono. Invece, ecco com'egli scrive di amore:
Già mille volte, quando Amor m' ha stretto, Io son corso per darmi ultima morte, Non possendo ristare all'aspro e forte Empio dolor, ch'io porto dentro al petto.
Voi veder lo potete qual dispetto Ha lo meo core ; e quanto a crudel sorte Ratto son corso già sino alle porte Dell'aspra morte per cercar diletto.
Ma quando io son per gire all'altra vita Vostra immensa pietà mi tiene e dice, Non affrettar l'immatura partita;
La verde età, tua fedeltà il disdice, Ed a restar di qua mi priega e 'nvita, Sì eh'eo spero col tempo esser felice (2),
Potremmo moltiplicare le citazioni, e troveremmo mille altri esempi simili : rozzo, prosaico, strano, oscuro, contorto, ricercato in un luogo ; quasi elegante in un altro. NeHo stesso componimento s'incontrano forme opposte fra loro. Egli comincerà per esempio un sonetto con una certa disinvoltura e anderà a finire in un bisticcio; egli m una canzone arruffata d'idee e di parole, si lascerà sfuggire qualche bel verso. Evidentemente combattono in lui più tendenze. Sente che c'è una scuola vecchia, e vuol fondarne una nuova ; sente che la nuova scuola popolare è troppo libera, e vuol metterle un freno. Egli sa di latino, di provenzale e di francese, e crede che le tre lingue mescolate insieme sieno qualche cosa di meglio della lingua parlata: con questo mezzo crede sollevarsi sopra i plebei. Vuol essere difficile, si studia di essere capo scuola, per contenere le due correnti che irrompono ; le freddure provenzali lo disgustano, ed egli se ne emancipa, ma cade in un difetto opposto. Sente che si è parlato troppo d'amore, e sempre in una maniera uniforme, e per uscir dal comune, si abbiglia a festa, si incipria, si imparrucca, si gonfia d' aria, riesce senza accorgersene ridicolo. Ma nonostante questo però, egli segna un notabile progresso. Fra i seguaci suoi ci saranno i più pedanti ed i meno: alcuni prenderanno il buono
(1) Rime di Fra Guittone, pub. dal Valeriani, I, pag. 50.
(2) lbid., II, pag. 216. Bartoli. Letteratura Italiana.